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Sei anni dopo i sanguinosi attentati alle stazioni di Madrid, dell'11 marzo 2004, firmati dal terrorismo islamico, la capitale spagnola ha evitato di poco, nel 2010, un altro attentato spettacolare e potenzialmente micidiale, preparato dall'ETA, che voleva fare saltare le sue 'torri gemelle' inclinate di Plaza Castilla.

Il piano per attaccare questo doppio simbolo della Madrid moderna, della 'City iberica', è stato svelato negli ultimi giorni dai quattro militanti Eta arrestati la settimana scorsa a Bilbao, due uomini e due donne, accusati di costituire il commando 'Otazua', secondo il ministro degli interni Alfredo Rubalcaba "il più pericoloso".

L'attentato era previsto per la seconda metà di gennaio 2010. Il capo Eta Mikel Carrera Sarobe, alias 'Ata', arrestato qualche mese dopo in Francia, aveva dato ordine di fare saltare sotto alle due 'Torri Kia' - 114 metri, ultimate nel 1999 - un furgone imbottito con 1.300 chilogrammi di esplosivo.

L'obiettivo era forse costringere con un attentato brutale il governo del premier socialista Josè Luis Zapatero a tornare al tavolo della trattativa, dopo il negoziato fallito del 2006-2007. Ma il progetto, accuratamente preparato, era fallito come nei migliori gialli, per caso. Due 'etarra', scrive El Pais, dovevano portare il furgone in Portogallo, dove nella sua nuova base di Obidos, la cittadina medievale a nord di Lisbona, l'Eta aveva costituito un laboratorio per la fabbricazione di bombe. Qui dovevano caricare l'esplosivo, preparare il sistema di detonazione, e consegnare poi il tutto chiavi in mano al Commando Otazua, che doveva portare il furgone sotto le torri e farlo saltare.

Non è chiaro per ora se l'attentato doveva essere soprattutto simbolico, se cioè l'Eta avrebbe avvertito prima consentendo l'evacuazione dei 26 piani delle torri (115 metri di altezza), o un bagno di sangue. Ma alla frontiera portoghese il 9 gennaio un Guardia Civil sospettoso, vedendo passare il furgone, preceduto da una 'auto civetta', aveva deciso di dargli un'occhiata. Dopo un inseguimento nella notte, il furgone era stato abbandonato, con all'interno detonatori e congegni elettronici. Il suo conducente, il militante Garikoitz Garcia Arrieta era stato arrestato poco dopo dalla polizia portoghese che rapidamente aveva individuato il 'covo' di Obidos con i 1.300 chili di esplosivo. 'Ata' era stato costretto a dare il contrordine: 'attentato sospesò.

Con l'intercettazione del furgone, riferisce la Tv pubblica Tve, era stato sventato anche un altro attentato che l'Eta stava preparando contro il premier regionale socialista basco Patxi Lopez, che avrebbe dovuto essere ucciso con un fucile di precisione, sequestrato dalla polizia nel furgone intercettato sulle montagne fra Spagna e Portogallo.

Dal gennaio di quest'anno l'Eta ha annunciato una tregua "unilaterale" e permanente". Ma il governo Zapatero continua a escludere un nuovo possibile negoziato.

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SDA-ATS