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Cristina di Borbone, sorella del re Filippo VI di Spagna, dovrà sedersi sul banco degli imputati nel processo per il "caso Noos" iniziato l'11 gennaio scorso.

Il giudici del tribunale di Palma di Maiorca hanno infatti respinto la richiesta del suo avvocato difensore di applicare all'Infanta la cosiddetta 'dottrina Botín', per la quale nessuno può essere processato per crimini fiscali se non se non è lo stesso Stato a sostenere l'accusa, in questo caso l'Agenzia delle Entrate o la procura generale.

Nel caso di Cristina, che dal 2013 risiede a Ginevra con i quattro figli, la denuncia era arrivata da un'associazione della società civile, ma per il giudice José Castro nel caso dello scomparso presidente del Banco di Santander, né la legge dello stato, né i procuratori hanno rivelato segni di reati fiscali. In questo caso, sì, anche se sono stati attribuiti al marito dell'Infanta. Una decisione in contrasto con il pubblico ministero Pedro Horrach, il quale ritiene che "giudicare Cristina di Borbone "è un'ingiustificata forma di discriminazione".

Accusata di evasione fiscale nell'inchiesta centrata sulle attività di suo marito Inaki Urdangarin, a cui viene contestato di avere sottratto milioni di euro di fondi pubblici attraverso un ente di beneficenza utilizzando il suo status di genero del re, la secondogenita di Juan Carlos e Sofia è il primo membro della casa reale spagnola ad essere processato e rischia una pena fino a 9 anni di carcere. Per il marito, un ex giocatore di pallamano professionista responsabile insieme al socio Diego Torres, anch'esso indagato, della fondazione no-profit Noos Institute legata allo sport, l'accusa ha invece chiesto 19 anni e mezzo di carcere per appropriazione indebita.

Cristina, membro del consiglio d'amministrazione dell'organismo, si è sempre detta completamente estranea alle attività di suo marito, al quale aveva delegato la gestione dei fondi comuni, ma la versione non ha mai convinto i giudici che la riterrebbero "cooperatrice necessaria" nei due presunti crimini fiscali commessi dal consorte, con i fondi che finivano verso società intestate proprio alla coppia.

Il processo, che probabilmente durerà fino a giugno, riprenderà il 9 febbraio quando cominceranno le testimonianze degli imputati. La principessa parlerà alla fine del mese.

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SDA-ATS