Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La catena umana per la "via catalana" all'indipendenza "non va da nessuna parte" e il governo centrale non acconsentirà mai a un referendum di autodeterminazione concordato con la Catalogna, perché "non è previsto dalla costituzione".

È quanto ha assicurato oggi il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Garcia Margallo, a Madrid. Secondo Margallo, qualunque processo di indipendenza sarà "frutto di una dichiarazione unilaterale che avrebbe conseguenze disastrose" per la Spagna e la Catalogna.

Il capo della diplomazia spagnola ha ricordato che l'articolo 1.2 della costituzione afferma che "la sovranità appartiene al popolo spagnolo nel suo insieme e pertanto la secessione di un territorio dovrebbe essere approvata da tutti i costituenti". L'art.2, inoltre, ricorda che la costituzione "si basa nell'indissolubile unità della nazione spagnola, patria comune e indivisibile".

Per cui, "al contrario di quanto avviene in Scozia, non è possibile un referendum concordato in Catalogna", ha osservato Margallo. Ed ha insistito sul fatto che "né al paese né alla Catalogna conviene l'adieu Espana" catalano, che comporterebbe per l'aspirante nazione una perdita stimata fra il 20 e il 25% del Pil.

Margallo assicura che "bisogna trovare una strada alternativa che soddisfi le necessità e i desideri dei catalani", che passa per "infrastrutture, lingua, cultura e finanziamenti".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS