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Seicento bambini confinati negli asili, 60.000 persone costrette a rintanarsi in casa e sprangare porte e finestre, trasporti pubblici e circolazione interrotti per ore, centinaia di chiamate ai centralini dei vigili urbani. È stata una mattina di panico provocata da una nube tossica di un intenso colore arancio sprigionata dall'esplosione di prodotti chimici nel poligono industriale di Igualada, vicino a Barcellona. La Protezione Civile ha attivato il piano di emergenza in vari municipi della zona.

L'incidente è avvenuto alle 9 del mattino all'esterno dell'azienda chimica Simar, mentre gli operai svolgevano lavori di carico e scarico. Per cause in corso di accertamento, due componenti chimici si sono mescolati innescando l'esplosione, dalla quale è scaturita la densa nube arancione, visibile a chilometri di distanza.

Un gas corrosivo e irritante, composto da acido nitrico, cloruro e solfuro di ferro, dagli "effetti urticanti ma non tossici", ha spiegato l'assessore agli interni della Generalitat, Ramon Espadaler, nel fare appello alla calma.

Una ventina di squadre dei vigili del fuoco, 6 unità della Protezione Civile, 17 pattuglie della polizia catalana, mezzi della Croce Rossa e un elicottero sono stati dispiegati nella zona per coordinare i soccorsi e isolare i comuni interessati.

Con quello di Igualada, anche i municipi di Odena, Jorba, Vilanova del Caní, Santa Margarida de Montbuí e, successivamente, per l'evoluzione della nube, San Martí de Tous. In tutto oltre 60.000 abitanti ai quali, con l'attivazione del piano di emergenza, è stato dato l'ordine di rinchiudersi in casa, con porte e finestre sigillate, e non andare a prendere i bambini a scuola, fino a quando non fosse rientrato l'allarme.

Sei feriti, fra i quali due operai ustionati nell'esplosione, sono stati ricoverati all'ospedale di Igualada, mentre sul posto sono stati soccorsi per sintomi di intossicazione tre vigili del fuoco e due cittadini. Dei ricoverati, solo uno è in prognosi riservata, secondo il bilancio provvisorio della Protezione Civile.

Lo stato di emergenza è stato parzialmente revocato intorno alle 13 con la riattivazione della circolazione stradale, della rete ferroviaria e dei trasporti pubblici, per poi essere revocato totalmente nel pomeriggio.

L'assessore Espadaler ha spiegato che l'allerta è stata mantenuta più a lungo per le fasce più a rischio della popolazione - bambini di meno di 3 anni, anziani, persone con problemi respiratori e donne incinte - e per i circa 600 alunni richiusi nei 23 asili dei comuni interessati dalla nube tossica. Il Comune di Igualada ha prvveduto a rifornire in viveri le scuole, per la prolungata emergenza.

Tuttavia, a destare la maggiore preoccupazione e l'ansia dei genitori, sono stati 300 alunni del collegio Dolors Martí i Badia, in escursione in un bosco vicino al poligono industriale per celebrare il "Jueves Lardero", il giovedì grasso d'inizio del carnevale, mentre l'enorme nube tossica copriva il cielo di Igualada. Decine le chiamate ai vigili del fuoco dei genitori allarmati e dei professori degli alunni, ai quali è stato ordinato di tornare immediatamente nella scuola, con i volti coperti da sciarpe e fazzoletti, e di rinchiudersi nelle aule. Soltanto dopo le quattro del pomeriggio quando è rientrata l'emergenza i genitori hanno potuto recarsi agli asili a riprendere i bambini.

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SDA-ATS