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Spagna: re Juan Carlos si riduce lo stipendio

È crisi anche per la famiglia reale spagnola: re Juan Carlos e il principe Felipe hanno deciso di tagliarsi lo stipendio del 7,1%, esattamente come gli statali, cioè le prime vittime della "stangata" del governo conservatore di Mariano Rajoy per superare la crisi.

Juan Carlos e Felipe guadagneranno rispettivamente 270.000 e 130.000 euro annui, cioè 20.910 e 10.455 euro in meno, e la stessa percentuale del 7,1% si applicherà a tutti gli esponenti della Casa Reale spagnola.

I mercati hanno reagito bene, oggi, alle misure varate dal governo Rajoy: il Tesoro è riuscito oggi a ridurre il costo di emissione dei bond nella prima asta dopo la maxi manovra da 65 miliardi annunciata venerdì dal premier, un pacchetto di misure senza precedenti nella storia della Spagna democratica.

Rajoy e il suo ministro dell'economia e delle finanze Luis De Guindos hanno potuto tirare un sospiro di sollievo: oggi il Tesoro ha venduto 3,56 miliardi di titoli, superando le attese più ottimistiche, a 12 e 18 mesi rispettivamente a 3,918% (contro 5,074% il 19 giugno) e 4,242% (contro 5,107%).

Si tratta certamente di una buona notizia, e lo stesso De Guindos ha salutato il fatto che i mercati "hanno valorizzato gli sforzi del governo per raggiungere l'obiettivo di riduzione del deficit e il processo di miglioramento del settore finanziario". Una giornata "positiva", come ha sottolineato il ministro, per una Spagna che rispettava le indicazioni di Bruxelles senza ottenere ripercussioni positive sui mercati.

Lo aveva riconosciuto ad esempio Olivier Blanchard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale, secondo cui le ultime misure di austerità prese in Spagna sono "un passo significativo, ma potranno funzionare solo se il paese riuscirà a finanziarsi con un tasso di interesse ragionevole".

In attesa della nuova asta, giovedì, in cui il Tesoro intende collocare tra i 2 e 3 miliardi di bond con scadenza nel 2014, 2017 e 2019, De Guindos si mostrava oggi fiducioso in un'intervista a "La Vanguardia". "Non siamo sotto tutela - ha spiegato il ministro -, dobbiamo rispettare 32 condizioni ben definite per il settore bancario." "La Spagna - ha aggiunto - non avrà bisogno di un salvataggio di tutta l'economia". Deve però "dimostrare la solidità del suo settore pubblico agli investitori internazionali". Proprio quelli statali che giovedì invaderanno nelle piazze spagnole per la prima manifestazione nazionale contro i nuovi tagli di Rajoy.

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