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MADRID - Scambio di accuse e tensione sempre più alta fra Spagna e Marocco su Ceuta e Melilla, le due enclave storiche di Madrid in territorio marocchino rivendicate da Rabat.
Il governo di re Mohamed Vi ha bombardato di note di protesta quello del premier José Luis Zapatero nelle ultime settimane, denunciando il comportamento "razzista" degli agenti di polizia spagnoli alla frontiera e aggressioni ai propri cittadini. Da Madrid i sindacati di polizia, appoggiati dall'opposizione, hanno replicato accusando i marocchini di aggressioni contro le poliziotte spagnole a Melilla. "Non accettano l'autorità di funzionarie donne", accusano.
Il contenzioso, iniziato con una serie di incidenti di frontiera, sta assumendo proporzioni serie, innescando forti tensioni diplomatiche fra i due paesi. Il governo di Zapatero ha cercato finora di calmare le acque. Ha risposto pacatamente alle prime due note di protesta marocchine, giunte nelle scorse settimane, ma non alle ultime tre, arrivate in rapida successione negli ultimi sette giorni e che denunciavano "la deriva razzista" degli agenti spagnoli a "Melilla occupata", e denunciavano aggressioni e violenze a cittadini marocchini.
In Marocco intanto un Comitato per la liberazione di Ceuta e Melilla, con l'apparente benedizione di Rabat, ha annunciato il boicottaggio progressivo delle enclave spagnole. Da domani sarà bloccato l'arrivo di pesce dal Marocco a Melilla, da lunedì quello di cemento e materiali di costruzione. Anche a Madrid sale l'irritazione, Il PP, riferisce "El Mundo", ha chiesto in Senato che le violenze contro le poliziotte siano considerate "maltrattamenti e aggressioni per motivi di sesso".
Quattro funzionarie di polizia a Melilla hanno subito aggressioni fisiche e verbali. Una, la settimana scorsa, è stata presa a pugni da un cittadino marocchino cui aveva negato l'ingresso a Melilla.

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SDA-ATS