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Il sistema di allarme per segnalare l'eccessiva velocità nella curva in cui mercoledì sera è avvenuto l'incidente ferroviario di Santiago de Compostela avrebbe funzionato, secondo quanto emerge dai primi rilievi compiuti dai tecnici. Il sistema - visivo e acustico - ha segnalato al conducente che la velocità era superiore a quella prevista.

A quel punto - dicono i tecnici, citati dai media spagnoli - era compito del conducente azionare il sistema frenante.

Il macchinista, Francisco José Garzon Amo, è sempre ricoverato in stato di arresto nell'ospedale di Santiago e oggi, se le sue condizioni di salute lo consentiranno, sarà interrogato dal magistrato.

Garzòn Amo avrebbe confessato che il treno era lanciato a 190 km orari anche a due agenti di custodia che presidiano la sua stanza in ospedale. La stessa cosa aveva fatto subito dopo l'incidente in un collegamento radio con la stazione, esclamando: "Speriamo che non ci siano morti, senno me li porterò sulla coscienza".

La linea ferroviaria dell'incidente, che ha causato almeno 80 morti e 178 feriti, di cui decine gravi, è stata intanto riaperta al traffico dei treni ordinari. Restano per il momento fermi quelli ad alta velocità, riferisce l'agenzia di stampa spagnola Efe, citando un responsabile delle Ferrovie.

Oggi è il primo dei tre giorni di lutto nazionale proclamati in Spagna in seguito al disastro. Ancora non è stata fissata la data dei funerali delle 80 vittime, in quanto 13 non sono ancora state identificate.

Secondo quanto dichiarato da fonti degli investigatori galiziani, le identificazioni potrebbero richiedere anche oltre 24 ore. Per questo non hanno reso ancora nota la lista ufficiale delle vittime.

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SDA-ATS