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Spettro insolvenza anche in Giappone

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 agosto 2011 - 15:41
(Keystone-ATS)

Lo spettro default tocca anche il Giappone che potrebbe presto trovarsi in una situazione peggiore dello stallo negoziale creatosi negli Usa sull'innalzamento del debito, se la Dieta non approverà il maxi-piano di emissione di bond per la copertura delle spese del budget 2011-12. È l'allarme lanciato da Katsuya Okada, segretario generale del partito Democratico (DpJ), per il quale "il comportamento delle opposizioni resta incomprensibile".

Approvato il budget 2011, i problemi per il governo guidato dal premier Naoto Kan, nonché presidente del DpJ, sono iniziati sul disegno di legge per consentire al governo di emettere bond a fronte del disavanzo del 40% delle spese, pari a circa 40.000 miliardi di yen (360 miliardi di euro), per il quale occorre il voto favorevole delle due Camere. I democratici, però, hanno perso alle elezioni di luglio 2010 il controllo del Senato.

"Senza il via libera, le conseguenze potrebbero essere peggiori rispetto allo stallo sul debito negli Stati Uniti", ha rimarcato Okada, incontrando la stampa estera a Tokyo.

Kan ha spiegato di ritenere l'approvazione del provvedimento tra le tre condizioni da soddisfare per le sue dimissioni (le altre due sono il secondo bilancio supplementare per finanziare la ricostruzione post sisma/tsunami e la legge sull'uso delle energie rinnovabili), e il DpJ sta negoziando un compromesso con le due principali forze d'opposizione (Liberaldemocratici e New Komeito) sugli assegni familiari mensili.

"Abbiamo sofferto molto e fatto compromessi, ma più compromessi abbiamo trovato, più alti sono diventati gli ostacoli", ha osservato Okada, numero due del partito al potere. L'ex ministro degli Esteri ha esortato l'opposizione "a non usare la misura come strumento politico" a 3 settimane dalla fine della sessione parlamentare.

Ad un certo punto in autunno, il governo potrebbe non avere più soldi "per l'erogazione di risorse ai comuni e alle prefetture, per il pagamento degli stipendi ai dipendenti pubblici", mentre ci sarebbero "gravi conseguenze anche per le aree devastate dal sisma/tsunami".

Con il secondo bilancio supplementare da 10.000 miliardi di yen, avvenuto lo scorso mese, l'attenzione si è spostata al terzo extra budget che traccerà la vera e propria ricostruzione del nordest del Paese. Okada ha definito "auspicabile" la sua predisposizione durante l'attuale anno fiscale, ma "sotto una nuova leadership": anche Kan sembra "condividere lo stesso giudizio".

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