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Sri Lanka: collaboratrice ambasciata svizzera rilasciata

Membri dell'ambasciata svizzera nello Sri Lanka accompagnano la loro collaboratrice fuori dal tribunale. KEYSTONE/EPA/CK GT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 31 dicembre 2019 - 07:33
(Keystone-ATS)

Un tribunale dello Sri Lanka ha rilasciato ieri su cauzione un'impiegata locale dell'ambasciata svizzera di Colombo. La donna è accusata dalle autorità locali di aver mentito in relazione a un caso di presunto rapimento.

La notizia del rilascio è stata confermata dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che ha accolto la decisione della corte con sollievo. Il DFAE non ha voluto commentare ulteriormente gli ultimi sviluppi di questa vicenda.

La collaboratrice aveva dichiarato ai responsabili della rappresentanza elvetica di essere stata costretta, il 25 novembre, a salire su un'auto e obbligata a rivelare informazioni riservate relative al suo lavoro, il giorno dopo che un alto funzionario della polizia dello Sri Lanka aveva presentato domanda d'asilo in Svizzera. La polizia dello Sri Lanka l'aveva poi arrestata a metà dicembre. Colombo metteva in dubbio la sua versione dei fatti.

Secondo quanto riportato dai media, la donna sarebbe stata costretta a sbloccare il suo cellulare e a rivelare i nomi dei cittadini dello Sri Lanka che avevano chiesto asilo in Svizzera, tra cui un alto funzionario di polizia. Secondo quanto riferito è stata anche interrogata in merito al visto concesso all'agente dello Sri Lanka fuggito nella Confederazione.

Quest'ultimo stava indagando su diversi dossier che vede coinvolto il potente clan Rajapaksa, che ha riconquistato il potere con l'elezione di Gotabaya Rajapaksa a presidente il mese scorso. Suo fratello Mahinda, presidente dal 2005 al 2015, è stato nominato primo ministro. Le indagini hanno come oggetto rapimenti e uccisioni di giornalisti avvenuti tra il 2005 e il 2015, quando Mahinda Rajapaksa era presidente.

Un'indagine ufficiale del governo dello Sri Lanka ha messo in dubbio le dichiarazioni della collaboratrice. La sequenza degli eventi e la cronologia del presunto rapimento non corrisponderebbero agli effettivi movimenti della presunta vittima quel giorno, ha dichiarato il Ministero degli Esteri del paese asiatico.

La vicenda ha provocato tensioni diplomatiche tra la Svizzera e lo Sri Lanka. Due settimane fa il consigliere federale Ignazio Cassis ha parlato al telefono col suo omologo dello Sri Lanka Dinesh Gunawardena. Il capo della diplomazia svizzera ha espresso il suo rammarico per il fatto che la collaboratrice dell'ambasciata sia stata trattenuta in custodia cautelare senza tener conto del suo stato di salute.

La Svizzera aveva inoltre espresso la sua determinazione a voler chiarire la vicenda assieme alle autorità dello Sri Lanka. Il DFAE ha quindi inviato l'ex ambasciatore Jörg Frieden a Colombo per esplorare possibili soluzioni. Oltre ad alleviare la pressione sull'ambasciata svizzera, la sua presenza mira anche a ristabilire la fiducia tra i due Paesi.

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