Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

COLOMBO - Il presidente uscente Mahinda Rajapaksa ce l'ha fatta. Ed in modo molto più ampio di quanto suggerivano gli analisti visto che i dati ufficiali annunciati oggi gli hanno assegnato il 58% dei voti, contro il 40% raccolto dal suo ex comandante dell'esercito e ora oppositore, Sarath Fonseka.
Raggiante, Rajapaksa ha pronunciato poche significative parole fuori dal Dipartimento elettorale dove ha appreso la notizia: "E' stata una bella vittoria" frutto "della volontà del popolo". Per me, ha concluso, i cingalesi "sono tutti uguali" per cui "voglio essere il presidente di tutti anche di chi non mi hanno votato".
Insieme al fatto che lui sarà presidente per altri sei anni e che queste sono le prime elezioni felicemente realizzate su tutto il territorio nazionale da 30 anni dopo la sconfitta della guerriglia dell'Esercito di liberazione delle Tigri Tamil, si tratta dell'unica buona notizia che ha fornito una agitatissima giornata.
Gli occhi di tutti sono stati infatti stati puntati per ore sul Cinnamon Lakeside Hotel, albergo del centro di Colombo in cui si era rifugiato Fonseka con moltissimi dei suoi, temendo per la vita o di essere arrestato.
Il sospetto che quest'ultimo, insieme ad un imprecisato gruppo di "disertori", fosse impegnato in un progetto per mettere in pericolo la democrazia cingalese, ha fatto scattare un impressionante meccanismo di sicurezza composto da centinaia di uomini bene armati che hanno preso posizione nella notte attorno all'edificio.
Il portavoce dell'esercito, Udaya Nanayakkara, ha smentito che il governo avesse piani di trarre in arresto l'ex alto ufficiale, ma accuse di violazioni dei diritti umani da lui rivolte mesi fa nei confronti del fratello del capo dello Stato e potente sottosegretario alla Difesa, Gotabaya Rajapaksa, non lasciavano dubbi sull'ipotesi di una vendetta contro il candidato sconfitto.
Da parte loro i leader dei principali gruppi oppositori - Ranil Wickremesighe del Partito nazionale unito (Unp), Anura Dissanayake del Fronte di liberazione del popolo (Jvp) e Rauff Hakeem, capo del Congresso musulmano dello Sri Lanka (Slmc) - hanno smentito che all'interno dell'hotel si trovassero "400 disertori", ed hanno chiesto alle autorità di assicurare la sua sicurezza e libertà di movimento.
Nel pomeriggio, poco prima dell'annuncio dei risultati respinti dall'opposizione che ha minacciato una denuncia in tribunale per brogli, la tensione è salita alle stelle e Mano Ganeshan, segretario di Fonseka ha rivelato: "Incontrerò un diplomatico di un paese vicino (tutti hanno pensato all'India) per avere garanzie sulla sicurezza di Sarath Fonseka".
A corollario di quanto è successo, insieme ad una bomba a mano che ha ucciso due persone fra cui un monaco buddista a Gampola (distretto centrale di Kandy che ha richiesto l'introduzione del coprifuoco, vi è stata la richiesta a sorpresa da parte del Commissario elettorale Dayananda Dissanayake di "volersi dimettere al più presto".
Dopo aver ammesso di non essere più in grado di sopportare le molte pressioni ricevute da tutte le parti nell'esercizio del suo lavoro, ha concluso candidamente: "Chiedo di essere messo in pensione il più presto possibile".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS