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SSR-editori: niente accordo su pubblicità online, deciderà governo

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 luglio 2012 - 14:01
(Keystone-ATS)

Gli editori privati e la SSR non sono riusciti a trovare un accordo per quanto riguarda il mercato della pubblicità su internet. L'ultima parola spetta al Consiglio federale che, dopo la pausa estiva, prenderà una decisione in merito.

Dopo aver preso conoscenza del punto di vista di ciascuno, la ministra della comunicazione Doris Leuthard si è detta dispiaciuta per il mancato accordo, ha spiegato oggi il suo portavoce, Dominique Bugnon. Avviato oltre un anno fa, il negoziato non ha infatti permesso di sbloccare la situazione.

"Non possiamo però affermare che non è stata trovata alcuna soluzione. Ce ne sono due: la nostra e quella della SSR", ha affermato all'ats Urs F. Meyer, direttore dell'associazione dei media svizzeri. Le posizioni sono così inconciliabili che Leuthard ha preferito non concedere un'ulteriore proroga per le discussioni.

Tutto è cominciato due anni fa, quando il Consiglio federale ha deciso di autorizzare la pubblicità sui siti internet della SSR. Questa decisione ha scatenato immediate critiche da parte degli editori di giornali, preoccupati per una nuova concorrenza sul mercato pubblicitario svizzero.

"Perché dovremmo aiutare la SSR a ritrovare l'equilibrio finanziario accettando più concorrenza sul mercato della pubblicità?", si era chiesta allora Valérie Boagno, presidente degli editori di giornali svizzeri.

Nel mese di settembre dello scorso anno la ministra della comunicazione aveva chiesto alle due parti di giungere a un'intesa entro la fine del 2011. Un primo rapporto parziale sui negoziati le era stato trasmesso lo scorso mese di aprile.

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