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WASHINGTON - Tutto pronto per i primi test clinici sull'uomo di cellule staminali derivate da embrioni. Lo annuncia oggi in prima pagina il Washington Post ricordando anche le polemiche che questo tipo di ricerche stanno provocando negli Stati Uniti, come nel resto del mondo.
Dubbi non solo nel mondo cattolico, secondo cui questi test sono contrari all'etica, ma anche nella comunità scientifica, seppur con motivazioni assolutamente opposte. C'è chi infatti pensa che affrettare troppo i tempi possa danneggiare la ricerca. La pensa così John Gearhart, un professore della Pennsylvania University, pioniere della ricerca sulle staminali, secondo cui sarebbe meglio approfondire la materia: "Abbiamo bisogno di sapere meglio come si comporteranno queste cellule nel corpo umano. Rimarranno dove le mettiamo e faranno quello che noi speriamo debbano fare? Oppure - si chiede - creeranno nuovi problemi?". I promotori di questi test sono invece convinti che ormai si tratta di ricerche assolutamente affidabili e sicure, forti del recente via libera da parte della Food and Drug Administration, (Fda), l'agenzia governativa americana che si occupa di sanità.
La sperimentazione sta partendo in alcuni centri specializzati, su un piccolo numero di pazienti con lesioni molto gravi del midollo spinale. Ovviamente si tratta di ricerche finanziate da privati, visto lo stop che un giudice federale ha imposto poche settimane fa al ricorso di fondi pubblici per questo tipo di sperimentazioni.

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SDA-ATS