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Stampa: impotenza partiti contro UDC, violazione leggi europee

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 novembre 2010 - 10:26
(Keystone-ATS)

BERNA - All'indomani del "sì" popolare all'iniziativa per il rinvio dei criminali stranieri, la stampa svizzera analizza la situazione e si interroga sulle ragioni del successo democentrista. Gli editorialisti rilevano l'impotenza dei partiti sia di destra che di sinistra di fronte all'UDC. All'estero si parla di violazione delle leggi europee.
Secondo il "Tages Anzeiger" la votazione ha evidenziato il desiderio illusorio dei cittadini di ritrovare un idillio. Tutto ciò ha però un prezzo, prosegue la testata zurighese: "l'immagine di un paese aperto sul mondo, tollerante e impegnato sul piano internazionale.
"La questione dell'identità e della cultura elvetica preoccupano gli svizzeri più di qualsiasi altro tema", rileva da parte sua "Der Bund", mentre la "Neue Zürcher Zeitung" mette l'accento sui potenziali conflitti politici che questo "sì" può generare.
In Romandia i commenti si soffermano sull'irresistibile abilità democentrista, che "avanza perché non incontra nessun ostacolo", constata la "Tribune de Genève". Il foglio ginevrino rileva pure come il partito sia "il primo ad individuare un sentimento di malessere nella popolazione".
Se le paure dei cittadini sono "legittime", scrive dal canto suo "Le Temps", esse vengono sfruttate dall'UDC in modo tale che appare impossibile per gli altri partiti contrastare questo "populismo che stordisce la ragione". "La Liberté" punta invece il dito contro sinistra e destra moderata, colpevoli, a suo avviso, di aver negato l'esistenza di comportamenti criminali da parte di una minoranza di stranieri.
All'esteroSecondo la "Süddeutschen Zeitung" il voto dimostra che gli svizzeri "pensano di poter ignorare gli accordi con l'Unione europea e le convenzioni internazionali a cuor leggero". La comunità europea è anche una comunità di diritto, e "non dovrebbe accettare che un paese, con cui è fortemente legata, si ponga intenzionalmente al di fuori di essa", afferma il giornale tedesco.
Non molto diversa la posizione della "Tageszeitung", che invoca la Corte europea dei diritti dell'uomo: La speranza è che impedisca l'applicazione pratica della votazione, si legge sulle colonne del quotidiano berlinese.
Il giornale di Vienna, "Die Presse", parla di "dubbia mentalità" e di una certa "schizzofrenia". Assassini e spacciatori vengono infatti espulsi, mentre dittatori, mafiosi e affaristi, "il cui denaro ha provenienza poco chiara, vengono accolti con un 'Grüezi'".
Sempre in Austria l'editorialista del "Der Standard" trova inquietante che "dopo il divieto dei minareti la Svizzera usi per la seconda volta apertamente le legge in maniera xenofoba". "Potrebbe essere, che la democrazia diretta fallisca a causa del razzismo".

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