Lo Stato islamico (IS) minaccia anche il presidente russo Vladimir Putin. In un video diffuso ieri su YouTube i jihadisti accusano il leader del Cremlino di sostenere il regime del presidente siriano Bashar al-Assad e promettono di scatenare una "guerra" nel Caucaso russo per "liberarlo" dai non islamici.

La procura generale di Mosca ha reso noto che è stato richiesto all'ente statale per il controllo dei media, Roskomnadzor, di limitare l'accesso al video che contiene "minacce di atti terroristici". Nelle immagini si vede un aereo militare russo consegnato - a dar credito a quanto affermano i jihadisti - da Mosca al regime del presidente siriano.

"Questo messaggio è per te, Vladimir Putin, questi aerei che hai inviato a Bashar, noi li invieremo a te, se Dio lo vuole", dice uno dei fondamentalisti parlando in lingua araba e con sottotitoli in russo. "Noi libereremo la Cecenia e tutto il Caucaso, se Dio vuole. Il tuo trono è minacciato e cadrà quando arriveremo a casa tua", aggiunge minaccioso l'uomo.

Dopo il collasso dell'Unione Sovietica e le guerre in Cecenia tra le forze federali russe e guerriglia separatista, la ribellione si è progressivamente islamizzata ed è debordata fuori dalle frontiere di questa piccola repubblica per trasformarsi negli anni Duemila in un movimento radicale islamico molto attivo in tutto il Caucaso del nord, dove i fondamentalisti ambiscono a dar vita a "un emirato".

Ma miliziani islamici ceceni (e caucasici in generale) sono stati segnalati, dopo la sconfitta subita da Mosca in patria nell'ultimo conflitto, su tutti i fronti caldi della jihad mondiale, anche i più lontani: dall'Iraq all'Afghanistan.

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