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Nonostante la forza del franco c'è spazio per un aumento dei salari: ne è convinta la federazione sindacale Travail.Suisse, che per l'anno prossimo chiede una crescita generalizzata degli stipendi compresa fra lo 0,5% e l'1,5%.

La sopravvalutazione della moneta elvetica pone le aziende di fronte a grandi sfide, hanno ammesso i responsabili di Travail.Suisse in una conferenza stampa a Berna. Particolarmente colpiti risultano essere il turismo e l'industria di esportazione. Nel caso di imprese a rischio d'esistenza si impongono soluzioni concordate fra i partner sociali per la difesa dell'impiego: in tal caso può essere possibile rinunciare ad aumenti.

In generale non è però da attendersi una vasta crisi economica e la stessa Segreteria di stato dell'economia (SECO) pronostica una crescita dello 0,8% quest'anno e dell'1,6% nel 2016, sottolinea l'organizzazione dei lavoratori.

Nonostante il buon andamento congiunturale lo sviluppo degli stipendi dal 2010 è stato assai modesto. È quindi ancora più importante che si garantiscano aumenti anche adesso, in ossequio alla tradizione svizzera che vuole i ritocchi rimanere moderati durante gli anni di forte espansione, ma continuare anche quando i tempi si fanno più difficili.

Gli studi sui compensi dei manager eseguiti da Travail.Suisse mostrano che negli ultimi anni è andato aumentando lo scarto fra le retribuzioni più elevate e quelle più basse.

A causa del franco forte l'inflazione sarà negativa nel 2015: per Travail.Suisse questo permette quindi di incrementare gli stipendi reali delle fasce di reddito più deboli, con effetti benefici sui consumi.

L'organizzazione torna alla carica anche per quanto riguarda le disparità in busta paga fra donne e uomini: il dialogo volontario in materia instaurato dalle imprese non ha portato a risultati, si impone quindi un intervento del Consiglio federale con misure che riescano a incidere sul problema.

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SDA-ATS