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Strage in una moschea in Afghanistan, 62 morti e 60 feriti

Una sessantina di morti e altrettanti feriti sono il bilancio provvisorio di un attentato perpetrato in una moschea nella provincia afghana di Nangarhar, quando era affollata per la preghiera musulmana del venerdì. Nessuno ha ancora rivendicato l'attacco. KEYSTONE/AP/WALI SABAWOON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 18 ottobre 2019 - 19:55
(Keystone-ATS)

Almeno 62 morti e circa 60 feriti sono il bilancio provvisorio di un attentato perpetrato oggi in Afghanistan in una moschea nella provincia di Nangarhar, quando era affollata per la preghiera musulmana del venerdì. Nessuno ha ancora rivendicato l'attacco.

Il bilancio è destinato a salire: tutte le vittime erano fedeli e non hanno avuto scampo poiché il tetto della moschea è crollato sulla folla. Molti sono morti sul colpo e alcuni dei feriti versano in gravi condizioni.

In un primo momento fonti ufficiali hanno parlato di un colpo di mortaio, ma col passare delle ore è emerso che si è trattato di due bombe piazzate nella moschea e fatte esplodere a distanza - hanno reso noto funzionari del governo locale, riporta Tolo news.

Nessun gruppo ha ancora rivendicato l'attacco contro la moschea nel distretto di Haska Mina, a circa 50 chilometri da Jalalabad: i talebani hanno negato di essere dietro la carneficina, il che secondo alcuni osservatori lascia pensare ad un'operazione dell'Isis.

"I responsabili devono essere portati davanti alla giustizia", ha detto il Segretario generale dell'ONU Antonio Guterres esprimendo - con le condoglianze alle famiglie delle vittime - la solidarietà delle Nazioni Unite con il governo e il popolo dell'Afghanistan.

L'attacco giunge all'indomani di un rapporto dell'ONU secondo cui il numero di vittime civili nel Paese ha toccato a luglio un un livello record.

Secondo le Nazioni Unite, tra luglio e settembre sono stati uccisi 1174 civili in Afghanistan - ovvero il bilancio trimestrale più sanguinoso da quando l'ONU ha cominciato a raccogliere queste statistiche 10 anni fa - mentre i feriti sono stati 1199: si tratta di un aumento del 26% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Nel complesso, nei primi nove mesi di quest'anno sono stati uccisi 2563 civili e altri 5676 sono rimasti feriti. Sempre secondo i dati dell'OMU, il 41% delle vittime in questo periodo erano donne e bambini.

Da parte sua, la BBC ha cercato di documentare ogni singola uccisione avvenuta nel Paese nel mese di agosto ed ha scoperto che un quinto delle persone che hanno perso la vita in questo periodo erano civili.

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