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La campagna in vista del voto di maggio si fa sempre più accesa.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Respingere la Strategia energetica 2050 causerà più costi in futuro e il voto del 21 maggio riguarderà anche la qualità di vita delle generazioni future. Questi i principali argomenti del comitato "Giovani per la Strategia energetica 2050" presentatosi oggi a Berna.

"La rinuncia alla Strategia energetica 2050 porterebbe a un cambiamento climatico incontrollato", secondo Pascal Vuichard, copresidente dei Giovani Verdi liberali e direttore della campagna. "Non esiste nessun piano B!", ha insistito.

"La nostra dipendenza dall'energia fossile è enorme, più del 75%. Ogni famiglia con riscaldamento a olio e auto a benzina deve pagare ogni anno 4000 franchi ai dittatori del petrolio", ha denunciato Vuichard, precisando: "non fare niente costa di più che investire per il domani".

"Il 21 maggio voteremo sulla qualità di vita delle prossime generazioni", secondo Luzian Franzini, copresidente dei Giovani Verdi. "Le centrali nucleari svizzere sono le più vecchie al mondo, sono sovvenzionate massicciamente dalla comunità e rappresentano il passato", ha continuato. "Anche se la Strategia energetica non rappresenta in nessun modo la soluzione al problema ambientale del 21esimo secolo, è un enorme passo avanti nella giusta direzione", ha affermato Franzini.

Tino Schneider, presidente dei Giovani del PPD vede in particolare due fattori positivi nella nuova legge energetica: "il rafforzamento dell'industria svizzera" e "un ambiente più pulito".

"Con le nuove tecnologie così come con altre misure la Svizzera potrà compensare senza problemi la mancanza d'energia causata dalla chiusura delle centrali nucleari", si è detta convinta Muriel Waeger, vicepresidente dei Giovani socialisti.

La Strategia energetica porterà benefici anche per la ricerca e l'innovazione, ha aggiunto Marcel Erhard, rappresentante dei Giovani borghesi democratici.

SDA-ATS

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