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Si mantiene in vantaggio il 'sì' alla Strategia energetica 2050 a meno di due settimane dal voto popolare.

KEYSTONE/MARCEL BIERI

(sda-ats)

A dieci giorni dalla votazione del 21 maggio, i favorevoli alla Strategia energetica 2050 restano in maggioranza. Lo indicano i sondaggi SSR e Tamedia pubblicati oggi. Tuttavia, il campo dei contrari si starebbe rafforzando, rendendo l'esito dello scrutinio incerto.

Il progetto di legge sull'energia conta attualmente su un consenso del 56%, contro il 37% di scettici, secondo l'inchiesta della SSR realizzata dall'istituto gfs.bern. Stando a Tamedia invece, i 'sì' sono in vantaggio col 53%, mentre i 'no' inseguono al 45%. Solo il 2% è ancora indeciso.

Rispetto al primo sondaggio risalente al mese scorso, lo scarto si assottiglia, mette in evidenza gfs.bern: i favorevoli hanno perso cinque punti percentuali e i contrari ne hanno guadagnati sette.

Tra le forze politiche, continuano a schierarsi uniti in favore dell'abbandono dell'atomo a medio termine gli elettori di Verdi, PS e PPD, mentre quelli dell'UDC persistono nel loro rifiuto. A vacillare è l'elettorato del PLR, annota gfs.bern, all'interno del quale il sostegno alla Strategia energetica pare in calo: i fautori del 'sì' sono passati dal 60% al 53% e il numero degli oppositori aumenta, alimentato soprattutto da germanofoni, abitanti delle campagne, donne e nuclei famigliari a medio reddito.

Al momento comunque, il progetto verrebbe approvato in tutte le regioni. In Romandia il benestare è palese (74%). Più tirata invece la situazione in Ticino (54%) e nella Svizzera tedesca (49%).

La motivazione che più spinge i cittadini a votare 'sì' è quella della creazione di posti di lavoro grazie alle energie rinnovabili, sottolinea gfs.bern. Tesi che trova riscontro pure nel sondaggio Tamedia, il quale mette inoltre in risalto che il 63% degli interpellati ritiene le fonti alternative la strada da percorrere in futuro.

Sempre secondo Tamedia, fra i contrari è in particolar modo la fine di un approvvigionamento sicuro e garantito a inquietare (31%), davanti al timore di dover dimezzare il consumo energetico (24%) e a quello di subire un rincaro dei prezzi dell'elettricità (22%).

L'inchiesta di gfs.bern è stata effettuata tra il 25 aprile e il 3 maggio coinvolgendo 1410 svizzeri e comporta un margine d'errore di +/- 2,9 punti percentuali. Il sondaggio Tamedia è invece stato realizzato fra il 4 e il 5 maggio tramite Internet e vi hanno partecipato 11'490 persone. Il margine di errore si situa a +/- 1,3 punti percentuali.

SDA-ATS

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