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Le piccole e medie imprese (PMI) sostengono le grandi linee della Strategia energetica 2050, ma vogliono che venga concretizzata con le regole dell'economia di mercato. Prescrizioni sull'utilizzo di energia, misure vincolanti e divieti di specifiche tecnologie sono da bandire, hanno detto oggi i responsabili dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (usam) in una conferenza stampa a Berna.

Lo scopo della Strategia energetica 2050 è di aumentare l'efficienza e di sviluppare le fonti rinnovabili, due obiettivi che l'usam sostiene fin dal 2008, ha sottolineato il presidente François Rime. Il progetto governativo, in procedura di consultazione fino ad oggi, però lascia in sospeso alcune questioni importanti. In primo luogo è necessario fare trasparenza sui costi globali. I 30 miliardi di franchi citati nel progetto non comprendono infatti l'estensione e la trasformazione della rete, ha sottolineato Rime. Bisogna poi garantire l'approvvigionamento energetico e mantenere i prezzi concorrenziali.

Per l'usam, è essenziale che la strategia venga condotta senza eccessive regolamentazioni e interventi statali. Ad esempio per quanto riguarda il nucleare, l'associazione che rappresenta gli interessi delle PMI sostiene l'abbandono dalla tecnologia attuale, ma non vuol sentir parlare di un divieto generalizzato di future centrali, ha spiegato il direttore Hans-Ulrich Bigler.

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SDA-ATS