Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

L'Organizzazione svizzera dei pazienti (Osp) si dice avvilita dalla decisione odierna del Consiglio nazionale di bocciare la moratoria definitiva sull'apertura di nuovi studi medici e prevede un aumento dei premi di cassa malattia.

Reagisce invece positivamente l'organizzazione degli assicuratori, Santésuisse, che chiede al parlamento di spingersi ancora più in là.

Secondo l'Osp - che ha diffuso un comunicato - i gruppi UDC e PLR al Consiglio nazionale si sono schierati in modo unilaterale a difesa degli interessi degli assicuratori a scapito degli assicurati e dei pazienti. La precedente apertura a tutti i nuovi medici aveva provocato un aumento dei premi supplementari, in particolare nei cantoni di frontiera, rileva l'Osp, che prevede conseguenze simili dal 2017.

L'offensiva della destra e delle casse malattia non si fermerà, continua l'Osp. I presidenti delle associazioni che li rappresentano - Ignazio Cassis (PLR/TI) e Heinz Brand (UDC/GR) - fanno parte sia della commissione della sicurezza sociale che di quella della sanità pubblica del Consiglio nazionale e hanno sin d'ora annunciato di voler sostituire le regole attuali con la soppressione della libera scelta del medico, sottolinea l'Osp.

Reazione opposta da parte di Santésuisse, che si rallegra della decisione della Camera del popolo e ricorda come la moratoria è sempre stata una misura provvisoria, che sfavorisce i giovani medici.

L'associazione vuole che il parlamento si spinga oltre e chiede che il diritto di fatturare al 100% e in ogni caso non sia garantito ad ogni fornitore di prestazioni autorizzato. Sono piuttosto la qualità e l'efficienza che dovrebbero fungere da criteri determinanti per decidere chi ha il diritto o no di fatturare a carico dell'assicuratore di base, rileva Santésuisse.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS