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Studi medici al Nazionale, legge anti-burqa agli Stati

Studi medici al Nazionale, legge anti-burqa agli Stati KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 03 marzo 2020 - 07:30
(Keystone-ATS)

La giornata odierna al Consiglio nazionale (08.00-13.00) inizierà con l'esame - a livello di divergenze - della revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), segnatamente per quel che concerne le norme sul lavoro ridotto.

Oggi, in caso di lavoro ridotto, i dipendenti devono darsi da fare per trovare un impiego provvisorio. Una situazione assurda poiché praticamente irrealizzabile: l'occupazione principale funge da ostacolo insormontabile. In futuro non dovranno dunque più farlo.

La Camera del popolo si occuperà in seguito delle restrizioni all'esportazione di beni destinati alla sorveglianza di Internet e delle comunicazioni mobili che dovranno essere iscritte nella legge sui beni a duplice impiego. Ritornando sui suoi passi, la commissione preparatoria raccomanda al plenum di adottare il progetto governativo.

Altro tema in agenda: le disposizioni sull'ammissione dei medici le cui prestazioni sono rimborsate dall'assicurazione malattia. Quattro sono le divergenze che ancora oppongono le due camere. La commissione propone di eliminarne due: la gestione strategica delle autorizzazioni non deve essere collegata al progetto sul finanziamento unitario delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie e i Cantoni devono poter decidere autonomamente se interrompere il rilascio di nuove autorizzazioni a medici quando i costi aumentano in modo sproporzionato.

Diversamente dagli Stati, la commissione vuole invece concedere agli assicuratori la facoltà di ricorrere contro le decisioni dei Cantoni. Vuole anche concedere agli assicuratori la facoltà di vigilare sull'economicità e la qualità delle prestazioni.

Al Consiglio degli Stati (08.15-13.00) si discuterà in particolare della futura legge sulla dissimulazione del viso, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare anti-burqa, "Sì al divieto di dissimulare il proprio viso".

Quest'ultima proposta di modifica costituzionale - lanciata dal comitato di Egerkingen, già all'origine del divieto di costruire nuovi minareti in Svizzera - non menziona direttamente il burqa e il niqab, ma chiede che su tutto il territorio nazionale non si possa più dissimulare il proprio volto nei luoghi pubblici. Eccezioni sono possibili soltanto per motivi inerenti alla sicurezza, alla salute, alle condizioni climatiche e alle usanze locali.

Per contrastare l'iniziativa le Camere hanno elaborato una legge federale sull'occultamento del volto, che mira in particolare a precisare in quali circostanze è obbligatorio mostrare il volto per identificarsi (trasporti pubblici, dogana o procedure amministrative). Durante la scorsa sessione, il Nazionale ha ritoccato al rialzo gli obiettivi del progetto includendovi disposizioni per la parità tra i sessi, che passano ora al vaglio degli Stati.

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