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Studio: chi assiste un familiare malato vive più a lungo

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 ottobre 2013 - 19:23
(Keystone-ATS)

Prendersi cura continuativamente di un familiare malato o invalido può allungare la vita, lo afferma un nuovo studio americano che rivoluziona la teoria per cui i 'caregivers' sarebbero sottoposti a stress tali da avere un impatto negativo sulla loro salute.

L'indagine condotta dalla prestigiosa Johns Hopkins University ha seguito per 10 anni - dal 2003 al 2012 - oltre 3.500 persone che si prendevano cura di un congiunto molto malato in media per 14 ore alla settimana, confrontando i dati sulla loro salute e longevità con quelli di un gruppo di coetanei che non dovevano invece occuparsi di nessuno.

Il risultato ha sorpreso gli stessi studiosi: nel periodo in esame, il 7,5% dei caregivers è morto contro il 9% del resto della popolazione esaminata. Una differenza in mortalità del 18%. Non solo: dei 3.503 "assistenti di malati" esaminati, più dell'80% ha dichiarato di non soffrire di stress fisico o mentale eccessivo ma solo moderato. Meno di 1 su 5 ha dichiarato che l'attività di assistenza causava loro "forte stress". Tutti i 'caregivers' non vivevano con il malato.

"Vogliamo dare un messaggio positivo col nostro studio - ha detto l'autore principale David Roth - che occuparsi di un familiare malato è una buona cosa".

Per Dolores Gallagher Thompson, direttore di medicina geriatrica alal Stanford university, la ricerca sottolinea come "le teorie sulla stress dei caregivers sono state in passato esagerate, mentre occuparsi della salute di un familiare può avere benefici per la salute".

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