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Studio: troppe diagnosi di cancro alla tiroide in Svizzera (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

In Svizzera il cancro alla tiroide è diagnosticato troppo spesso e probabilmente anche curato in modo eccessivo: lo rivela uno studio condotto congiuntamente dall'Inselspital di Berna e dal Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV).

I ricercatori hanno confrontato la frequenza con cui è diagnosticato un cancro alla tiroide in Svizzera e le resezioni della tiroide praticate in tutti gli ospedali elvetici, nonché analizzato il tasso di mortalità di questo tumore.

Fra il 1998 e il 2012, tale tasso è leggermente diminuito, mentre parallelamente il numero di casi è fortemente aumentato, constata lo studio al quale hanno collaborato il Servizio di medicina interna dell'Inselspital, l'Istituto di medicina sociale e preventiva del CHUV e l'Istituto di medicina di cure primarie dell'Università di Berna.

Il tasso annuo d'incidenza dei tumori della tiroide per 100'000 abitanti è passato fra le donne da 5,9 a 11,7 (+98%) e da 2,7 a 3,9 fra gli uomini (+44%). L'aumento si spiega, secondo i ricercatori, con la crescita della forma più indolente e delle forme precoci di questo cancro, che non sono mortali e non provocano sofferenze.

Ciononostante, nel periodo in esame il tasso di ablazione della tiroide è aumentato da tre a quattro volte. I ricercatori ritengono di conseguenza che in Svizzera questo cancro è "sovradiagnosticato e probabilmente sovratrattato".

SDA-ATS