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Per trovare l'uomo che ha aggredito, stuprato e reso tetraplegica una 26enne lo scorso 21 luglio a Emmen (LU), la procura lucernese ha convocato 372 persone per un test del DNA e un chiarimento degli alibi.

La procura non poteva ordinare una misura del genere e ha dovuto prima ricevere il nullaosta del tribunale per le misure coercitive, riferisce oggi il ministero pubblico cantonale. Le persone in questione presentano somiglianze con la descrizione del violentatore o hanno un collegamento con il luogo del crimine (abitazione, tragitto di lavoro). La prossima settimana riceveranno la lettera di convocazione e avranno 15 giorni di tempo per presentarsi spontaneamente per il test genetico.

Tre mesi fa, il 21 luglio, la vittima, una giovane d'origine indiana adottata da una coppia lucernese, stava tornando dal lavoro in bicicletta, intorno alle 22.30, percorrendo la riva della Reuss in direzione di Lucerna, quando è stata assalita e poi stuprata in un boschetto vicino. Ha subito ferite gravissime, che l'hanno paralizzata dal collo in giù.

In agosto, le sue condizioni di salute non permettevano di interrogarla ed il ministero pubblico lucernese aveva promesso una ricompensa fino a 10'000 franchi a chi avrebbe fornito informazioni utili per trovare l'aggressore. Ciò non ha però consentito di identificare un sospetto. Gli inquirenti hanno potuto interrogare la ragazza solo in ottobre.

In base alle sue dichiarazioni, l'aggressore ha un età compresa tra i 19 ed i 25 anni, è fumatore e ha i capelli crespi neri, ha precisato Simon Kopp portavoce della procura. Da elementi raccolti in precedenza risulta che il violentatore parlava tedesco con accento straniero, che è di pelle chiara e che è alto circa 170-180 centimetri.

Sulla vittima e sui suoi vestiti la polizia ha raccolto materiale genetico che potrebbe appartenere al criminale ricercato. Con una procedura laboriosa gli inquirenti hanno stilato una lista di 372 uomini da prendere in considerazione. Per i riscontri sono state esaminate fotografie di documenti ufficiali e pure quelle sui social media. Nella lista figurano anche pregiudicati, ha detto Simon Kopp. Non sono state compiute perquisizioni domiciliari. Gli interpellati dovranno recarsi in un apposito ufficio aperto anche nel fine di settimana.

Esami genetici di massa sono e possono essere effettuati solo raramente. Il primo ed unico caso in Svizzera ha riguardato 300 uomini, in seguito all'uccisione di una psicoanalista di 56 anni trovata morta il 15 dicembre del 2010 nel suo studio a Zurigo, nel quartiere Seefeld. La vittima del delitto, una cittadina svizzera di origini cilene, sposata e con una figlia allora di 14 anni, era stata brutalmente uccisa a coltellate. Tutti coloro che si sono sottoposti al test del DNA sono stati scagionati.

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SDA-ATS