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Drammatico incidente in Sud Sudan dove 176 persone sono morte nell'esplosione di un'autocisterna carica di petrolio. L'incidente, che ha causato oltre 50 feriti, è avvenuto in un'area rurale della regione dell'Equatoria occidentale, a ovest della capitale Juba.

Stando alla ricostruzione fornita da fonti ufficiali citate dalla BBC, il camion si è ribaltato sul margine di una strada di Maridi ed è esploso proprio mentre la gente del posto era accorsa sul luogo dell'incidente per recuperare il carburante che usciva dalla cisterna.

La causa dell'esplosione non è stata ancora accertata ma alcune fonti locali parlano di qualcuno che avrebbe acceso una sigaretta.

Il ministro dell'Informazione dell'Equatoria, Charles Kasanga, invece, ha dato un'altra versione: per disperdere la folla che si accalcava attorno all'autocisterna, militari dell'esercito hanno sparato in aria, ma uno dei proiettili ha colpito il camion e causato l'esplosione.

Il portavoce dell'esercito Philip Aguer, raggiunto al telefono dall'agenzia Bloomberg, ha detto di non essere a conoscenza dell'incidente e di aver aperto un'indagine.

Intanto si cerca di far fronte all'emergenza feriti. Quasi tutti sono stati portati negli ospedali locali, ma le strutture sono già al collasso e mancano ossigeno e medicine, ha spiegato alla BBC il dottor Chandi Savior. "Continuano ad arrivare persone ustionate e non siamo in grado di alleviare il dolore", ha raccontato.

Personale ospedaliero e medici stanno arrivando da tutto il Paese per dare una mano, ma le autorità hanno chiesto l'aiuto della Croce rossa e delle Nazioni Unite.

Layal Horanieh, portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), ha annunciato che sono già stati inviati a Maridi due kit di pronto soccorso per le ustioni che bastano per 100 feriti.

Tragedie del genere sono molto comuni nell'Africa orientale dove quando la povera gente che vive vicino alle autostrade si accalca intorno alle autocisterne coinvolte in incidenti per recuperare il carburante e poi rivenderlo. Nel luglio 2010, nella Repubblica democratica del Congo, morirono 292 persone. Nel 2006, in Nigeria, i morti furono 284.

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SDA-ATS