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Sud Sudan: Onu; scontri tribali, 50'000 abbandonano villaggi

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 gennaio 2012 - 18:56
(Keystone-ATS)

Almeno 50'000 sud sudanesi sono scappati dai loro villaggi in seguito ai sanguinosi episodi di violenza interetnica che lo scorso fine settimana ha visto contrapporre tribù rivali, causando decine di morti. Lo denunciano oggi le Nazioni Unite.

Circa 6'000 giovani uomini armati della tribù dei Lou Nuer hanno attaccato la remota località di Pibor, nella grande provincia orientale di Jonglei, popolata dal gruppo etnico dei Murle. I Lou Nuer, che accusato i Murle di aver rubato loro del bestiame, hanno bruciato le loro capanne e saccheggiato un ospedale di Medici senza frontiere (Msf).

Il reverendo Mark Akec Cien, segretario generale del Consiglio delle Chiese del Sudan, ha parlato di numerosi morti e feriti. "La situazione è tragica, ci sono state vittime e i Murle sono fuggiti dalla loro città, dove si sono insediati i Lou Nuer". Secondo il religioso oltre trenta persone sono morte a Lukangol, a una trentina di chilometri a nord di Pibor. Il ministro dell'informazione del Sud Sudan ha, da parte sua, minimizzato il numero delle vittime.

Le Nazioni Unite stimano che nell'anno appena trascorso le violenze interetniche nello Stato di Jonglei, per furti di bestiame e le rappresaglie seguite, hanno causato più di 1'100 morti e causato 63'000 sfollati interni.

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