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JOHANNESBURG - I dipendenti pubblici sudafricani hanno sfidato anche oggi l'ordine del tribunale di riprendere il lavoro ed hanno indetto nuove manifestazioni a Johanesburg e Durban. Di fronte agli ospedali più importanti delle due città sono scoppiati disordini.
In particolare a Johannesburg la polizia ha sparato contro i manifestanti pallottole di plastica ed ha arrestato circa 60 persone che bloccavano gli ingressi. A Durban si sono verificati scontri analoghi, mentre a Città del Capo sembra che ormai a fare sciopero siano rimasti in pochi e la polizia non è intervenuta.
Gli scioperi sono cominciati mercoledì scorso e riguardano circa 1,3 milioni di dipendenti pubblici, in primo luogo ospedalieri, insegnati, poliziotti e guardie carcerarie: chiedono tra l'altro un aumento degli stipendi dell'8,6% mentre il governo è fermo al 7%. Il tribunale del lavoro aveva decretato sabato che migliaia di dipendenti di "servizi essenziali", come gli ospedali, tornassero immediatamente al lavoro. E aveva vietato i picchettaggi.
Finora l'economia del Paese non sembra aver risentito in modo particolare degli scioperi - luglio e agosto sono comunque per tradizione in Sudafrica i mesi dei negoziati per i rinnovi contrattuali - ma la gente è sempre più irritata e arrabbiata per i disservizi, in particolare negli ospedali. Anche l'industria privata mineraria sta in questi giorni trattando aumenti salariali. Il sindacato nazionale dei minatori chiede un +14% mentre la proprietà propone un +8%.

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SDA-ATS