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Sudan: Onu, possibili crimini di guerra in Sud Kordofan

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2011 - 19:26
(Keystone-ATS)

Gli attacchi del governo del Sudan contro la popolazione dello stato del Kordofan del Sud (ora parte del nuovo stato del Sud Sudan) potrebbero costituire crimini di guerra. Lo sostiene un rapporto delle Nazioni Unite che sarà pubblicato nei prossimi giorni, anticipato oggi dal "New York Times".

Il documento, preparato dalla missione dell'Onu in Sudan (Unmis) che ha terminato il suo mandato con la separazione del Sud Sudan da Khartoum, elenca una serie di attacchi aerei, assalti contro chiese cristiane e notizie di fosse comuni che potrebbero essere considerati crimini di guerra.

L'Unmis ha potuto monitorare la situazione in giugno, ma dal 9 luglio la missione è finita e il governo di Khartoum ha chiesto a Caschi Blu e funzionari dell'Onu di lasciare il Paese. "Ciò che preoccupa è l'aumento delle violenze coinciso con la fine di Unmis", ha detto oggi Ivan Simonovic, alto funzionario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Gli attacchi delle forze di Khartoum, secondo il rapporto, si sono concentrati soprattutto contro le popolazioni cristiane delle montagne di Nuba, che avevano combattuto durante la guerra civile sudanese per l'indipendenza del Sud, ottenuta ufficialmente qualche giorno fa.

Il documento rileva con allarme che anche il personale dell'Onu è stato attaccato dai militari di Khartoum: otto dipendenti della missione sono stati rapiti, uno di nazionalità sudanese è stato ucciso, ed un altro è stato ferito ad una gamba.

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