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Anche nel 2015 i ricchi sono diventati più ricchi in Svizzera, ma a un ritmo meno marcato che in passato: le 300 persone più facoltose residenti nella Confederazione possiedono 595 miliardi di franchi, l'1% in più dell'anno precedente.

In media ciascuno di loro ha in cassaforte - si fa per dire - 1,98 miliardi, rivela la tradizionale classifica stilata ogni anno da Bilanz.

Volendo fare qualche calcolo, per accumulare i circa 2 miliardi di patrimonio medio a disposizione dei super-ricchi presentati dal quindicinale economico il ticinese medio - stipendio mediano del 2012, ultimo dato disponibile: 5091 franchi mensili - deve lavorare per 32'410 anni, ricordandosi però di non spendere nulla durante questo periodo.

Né la debolezza del mercati azionari, né la congiuntura zoppicante, né il calo dei prezzi delle materie prime hanno fermato l'avanzata dei Paperoni, che hanno raggiunto un nuovo record nei 27 anni che Bilanz stila la graduatoria. Ben 132 dei 300 super-benestanti sono miliardari: tenendo conto che secondo Forbes al mondo ve ne sono 1826 significa che un miliardario su 14 vive in Svizzera.

Più si sale, anche nel club esclusivo dei 300, più le cifre si fanno da capogiro: il 3% di loro controlla il 30% del patrimonio complessivo. Per la 14esima volta consecutiva la classifica è capitanata dalla famiglia Kamprad, con un patrimonio stimato a 44-45 miliardi di franchi. Il fondatore della catena di mobilifici svedesi Ikea Ingvar Kamprad ha nel frattempo lasciato la Svizzera per tornare in Svezia, ma i suoi tre figli, che ora dirigono l'azienda, sono in possesso di un passaporto rossocrociato.

Nuovo numero due è il re della birra Jorge Paulo Lemann, brasiliano con radici svizzere che vive sul lago di Zurigo e ha partecipazioni in varie importanti aziende: può contare su 28-29 miliardi. Scivolano al terzo posto le famiglie Oeri e Hoffmann, eredi dell'impero Roche (25-26 miliardi), che hanno sofferto per la debolezza del corso delle azioni farmaceutiche.

Per la prima volta nella top ten entra Patrick Drahi, uomo d'affari franco-israeliano residente in Vallese, fondatore della multinazionale Altice, che con 10 miliardi va a occupare il nono posto. I primi dieci ranghi della graduatoria sono completati da famiglia Brenninkmeijer (tessili e immobili, quarto posto), famiglia Bertarelli (partecipazioni, quinto), Gérard Wertheimer (moda e lusso, sesto), Hansjörg Wyss (farmaceutica, settimo), Charlene de Carvalho-Heineken (birra, ottavo), principe Hans-Adam von und zu Liechtenstein (banche, immobili, decimo).

In Ticino la classifica è dominata dalla famiglia Perfetti che possiede 4-4,5 miliardi di franchi: controlla il gruppo Perfetti Van Melle, attivo nel settore dei dolciumi, con marchi conosciuti quali Golia, Morositas, Big Babol, Brooklyn.

Il 10% dei 300 in questione ha perso però soldi quest'anno. A piangere di più è Ivan Glasenberg, numero uno di Glencore, che a causa della riduzione del prezzo delle azioni in dodici mesi ha dovuto rinunciare a 3,25 miliardi. Tre miliardi sono stati persi anche da Viktor Vekselberg nei suoi investimenti in Russia.

Bilanz presenta anche le nuove entrate. Fra questi Andrea Agnelli, che vive in Ticino e che ha 1-1,5 miliardi. Pure a sud delle Alpi, precisamente a Lugano, risiede il designer di moda tedesco Philipp Plein, con un patrimonio di 100-150 milioni. Un nome che potrà far discutere è quello dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, che dopo aver venduto 200 milioni di libri si rilassa a Ginevra con i suoi 450-500 milioni. Non meno conosciuto è l'architetto Santiago Calatrava, diventato cittadino di Rossa, in Val Calanca: ha 100-150 milioni. Altre grigionesi illustri sono Alessandra e Allegra Gucci, con averi dello stesso ordine di grandezza di Calatrava.

Interessante è anche seguire l'evoluzione della concentrazione dei patrimoni nel corso degli anni. La prima classifica di Bilanz del 1989 stilava i 100 più facoltosi, che avevano 66 miliardi: oggi da soli i due più ricchi possiedono più (73 miliardi) di tutti loro. Sempre secondo i dati del periodico economico il patrimonio medio delle persone in questione è cresciuto a un ritmo tre volte più sostenuto del prodotto interno lordo elvetico.

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SDA-ATS