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Riprendono stamane i lavori alle Camere federali. Al Nazionale l'agenda dei lavori prevede l'esame, a livello di divergenze, sia della legge federale sulla formazione continua sia della revisione della legge sui sussidi all'istruzione superiore, controprogetto indiretto all'iniziativa popolare - già bocciata dalla Camera - lanciata dall'Unione svizzera degli universitari.

Nel pomeriggio, i consiglieri nazionali proseguiranno il dibattito - accorciato rispetto ai piani originari - sull'iniziativa popolare "Stop alla sovrappopolazione - sì alla conservazione delle basi naturali della vita", lanciata dall'Associazione ecologia e popolazione (Ecopop). L'esito della discussione sul testo non lascia spazio ad alcun dubbio: sarà nettamente bocciato.

Agli Stati, i "senatori" affronteranno a livello di divergenze due temi scottanti. Il primo riguarda i mandati che un consigliere federale può assumere dopo aver lasciato il governo. Per il Nazionale, un ministro dimissionario non deve più potersi "riciclare" nell'economia privata a suo piacimento. In marzo gli Stati non erano entrati in materia: se oggi la Camera dei cantoni dovesse confermare questa posizione, il progetto sarà archiviato.

Il secondo tema scottante, che rischia anch'esso di naufragare a causa delle forti contrapposizioni tra i due rami del parlamento, concerne la revisione totale della legge federale sulla cittadinanza, che giunge sui banchi dei "senatori" per la terza volta.

La settimana scorsa, il Nazionale aveva ribadito che, oltre al permesso di domicilio (C), un futuro candidato alla naturalizzazione dovrà aver soggiornato in Svizzera almeno 10 anni, e non 8 come propongono gli Stati e il Consiglio federale. Inoltre, gli anni trascorsi nella Confederazione a beneficio di un'ammissione provvisoria non vanno tenuti in considerazione nel computo del soggiorno.

SDA-ATS