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Svezia, il rapper A$AP Rocky è colpevole ma niente cella

Il rapper A$AP Rocky. KEYSTONE/EPA/GUILLAUME HORCAJUELO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 14 agosto 2019 - 19:39
(Keystone-ATS)

Non fu autodifesa, ma aggressione. È il verdetto dei giudici svedesi sul rapper americano A$AP Rocky, che non viene così scagionato ma cui viene risparmiata la prigione: il reato pur riconosciuto non è grave al punto da tenerlo in cella in Svezia.

L'artista trentenne, il cui vero nome è Rakim Mayers, si trova già negli Stati Uniti. Insieme con i suoi due collaboratori - guardie del corpo anche loro al centro del processo appena conclusosi a Stoccolma - è rientrato in patria lo scorso 2 agosto. Per la soddisfazione del presidente Donald Trump, che alla sua liberazione aveva esultato via Twitter.

L'inquilino della Casa Bianca aveva infatti seguito passo dopo passo il caso giudiziario manifestando senza remore il suo sostegno per A$AP, di cui aveva chiesto l'immediata liberazione dopo l'arresto e aveva anche criticato il premier svedese Stefan Lofven per la sua "incapacità di agire".

Il rapper era stato arrestato il 3 luglio scorso insieme a tre altre persone, una delle quali - una sua guardia del corpo - è stata poi rilasciata. Il provvedimento dopo un'aggressione durante uno dei concerti in Svezia parte del tour europeo. L'episodio era stato in parte ripreso in un video pubblicato da TMZ in cui si vede il rapper scaraventare un giovane a terra per poi colpirlo ripetutamente con pugni. È stato poi ricostruito che si trattava dell'epilogo di una lite.

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