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La Svizzera accoglierà 500 rifugiati siriani, i primi dei quali arriveranno in ottobre. Il Consiglio federale ha dato oggi il suo benestare all'operazione, nell'ambito di un progetto pilota che durerà tre anni. Un programma di integrazione, del costo di 12 milioni di franchi, sul quale si dovrà pronunciare il Parlamento, sarà elaborato insieme ai Cantoni coinvolti.

Secondo il governo, vista la disastrose situazione umanitaria in Siria e il crescente numero di coloro che cercano riparo nei paesi vicini, è quanto mai urgente accogliere un importante contingente di persone provenienti dalla zona del conflitto.

La ministra della giustizia Simonetta Sommaruga aveva comunicato all'Alta commissariato ONU per i rifugiati (UNHCR) che la Svizzera è pronta a farsi carico di un un certo contingente e l'ONU ha avanzato una richiesta concreta. Tutti coloro che verranno accolti hanno già ottenuto dallo stesso UNHCR lo statuto di rifugiati. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) sta attualmente esaminando i loro dossier.

Il Dipartimento della Sommaruga, unitamente a quello degli affari esteri, hanno elaborato un piano dettagliato, che prevede una fase pilota di tre anni.

Per i gruppi accolti, l'UFM elaborerà entro fine anno, d'intesa con i Cantoni, un programma specifico che consenta una rapida e completa integrazione dei rifugiati in Svizzera. I costi di questo programma ammontano, per l'intera fase pilota, a 12 milioni di franchi. Il credito sarà sottoposto all'approvazione del Parlamento.

Accettando di accogliere un contingente così importante di rifugiati, la Svizzera riannoda una pratica che era stata abbandonata nel 2005, per ragioni di politica finanziaria. Da allora si è limitata a dare ospitalità a piccoli gruppi di persone o a famiglie. Nel mese di marzo 37 cittadini iracheni e palestinesi fuggiti dalla Siria sono arrivati sul territorio elvetico.

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SDA-ATS