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Dopo l'UE, anche la Svizzera ha allentato le sanzioni contro lo Zimbabwe. Il Consiglio federale ha sospeso divieti d'entrata in Svizzera contro diversi rappresentanti del governo e ha cancellato 21 persone e un'impresa dalla lista delle sanzioni.

Su quest'ultima, secondo la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), vi sono ancora 91 persone e 10 imprese. Con l'allentamento delle sanzioni la Svizzera segue l'UE, che ha reso nota questa decisione qualche giorno fa, reagendo al progresso politico in corso in Zimbabwe.

Il governo del Paese africano ha annunciato per marzo un referendum costituzionale. Questo sarebbe un ulteriore passo nel processo di riforma e spianerebbe la strada per l'organizzazione di elezioni pacifiche, trasparenti e attendibili, hanno sostenuto i ministri degli esteri a Bruxelles. Lo Zimbabwe chiede che le sanzioni vengano completamente revocate.

Dall'indipendenza dell'allora Rhodesia dalla Gran Bretagna nel 1980, in Zimbabwe al potere c'è il "padre-padrone" Robert Mugabe. Dal 2000 i vertici dello Stato hanno inasprito l'azione violenta contro l'opposizione. Di conseguenza sono state inflitte sanzioni contro il Paese.

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SDA-ATS