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Svizzera chiede a Siria fine repressione

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 aprile 2011 - 21:41
(Keystone-ATS)

Fonti di un'organizzazione in difesa dei diritti umani hanno annunciato che nella sola città siriana di Deraa sono stati portati negli obitori i cadaveri di 83 persone - tra cui donne e bambini - uccise dalle forze di sicurezza siriane.

In base all'ultimo bilancio dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 48 civili sono stati uccisi oggi nelle manifestazioni contro il regime di Assad, per lo più a Deraa e Homs.

Intervenendo oggi alla sessione straordinaria del Consiglio dei diritti dell'uomo, l'ambasciatore svizzero all'ONU Dante Martinelli ha chiesto alle autorità siriane di porre termine all'uso sproporzionato dalle forza, esprimendo la condanna di Berna per le violazioni dei diritti umani e la preoccupazione per il comportamento delle forze di sicurezza siriane nei riguardi dei manifestanti non violenti e dei civili.

Lo stesso Consiglio diritti umani ha approvato nel pomeriggio una risoluzione che condanna il ricorso alla violenza contro i manifestanti pacifici in Siria e chiede all'ufficio dell'Alto commissario dell'Onu l'invio urgente di una missione per indagare sulle accuse di violazioni di diritti umani in Siria, proprio come ha chiesto l'ambasciatore svizzero.

Intanto in serata la Casa Bianca ha annunciato sanzioni contro un fratello del presidente Bashar Assad, Maher Assad, ed altri esponenti siriani, in risposta alle violenze contro le manifestazioni pacifiche.

L'Unione europea ha da parte sua raggiunto un accordo su un pacchetto di sanzioni da adottare nei confronti della Siria. L'intesa raggiunta prevede innanzitutto l'embargo sulla fornitura di armi e di attrezzature utilizzabili nelle azioni di repressione contro la popolazione, embargo che potrebbe essere operativo nel giro di pochi giorni.

Gli ambasciatori dei Paesi Ue che compongono il Comitato per la politica e la sicurezza (Cops) hanno anche dato il via alle procedure per la stesura di una lista di personaggi del governo siriano - responsabili delle repressioni - che saranno sottoposte a misure restrittive quali il divieto di concessione del visto Ue e il congelamento dei beni.

L'Ue ha inoltre deciso di congelare il negoziato sull'accordo di associazione tra l'Unione e la Siria e ha assunto l'impegno di riesaminare tutte le attività di cooperazione con il governo di Damasco, senza però toccare quelle di diretto interesse per la popolazione (ad esempio le infrastrutture).

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