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Svizzera e Cina celebrano entrata in vigore accordo libero scambio

A quasi un anno dalla firma dell'accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Cina, il consigliere federale Johann Schneider-Ammann ha dato il via oggi pomeriggio a Basilea alle festività per l'entrata in vigore del testo. Per il commercio estero elvetico si tratta del più importante trattato mai stipulato dopo quello siglato con l'Unione europea nel 1972.

Per l'occasione Schneider-Ammann ha invitato i rappresentanti dell'economia e della politica al porto sul Reno di Basilea, "luogo altamente simbolico per l'apertura al mondo della Svizzera", indica oggi in una nota il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Per la Cina era presente l'ambasciatore presso l'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), Yu Jianhua. Questi ha sottolineato l'importanza dell'accordo "il primo che la Cina firma sul continente europeo e un passo notevole per il Paese", del quale la Svizzera è una "vecchia amica".

Dal canto suo, Schneider-Ammann ha rilevato come l'economia svizzera abbia bisogno dell'accesso al mercato cinese, essendo quello elvetico troppo piccolo per garantire il benessere e i posti di lavoro. Gli accordi di libero scambio sono diventati in questi ultimi anni uno strumento politico fondamentale e assumono ancor più importanza dopo l'accettazione dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa, ha aggiunto il consigliere federale.

Nel contempo l'entrata in vigore dell'accordo è stata festeggiata anche a Pechino, dove la direttrice della Segreteria di Stato dell'economia, Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, rappresentava la Svizzera.

La Repubblica popolare cinese è il principale partner commerciale della Svizzera in Asia. Con un volume d'affari di oltre 20 miliardi di franchi, nel 2013 è stato anche il terzo partner più importante al mondo per i prodotti industriali dopo Ue e Stati Uniti.

Migliorato accesso a mercato dei beni e servizi

L'accordo di libero scambio, firmato il 6 luglio dello scorso anno a Pechino tra Schneider-Ammann e il ministro del commercio cinese Gao Hucheng, migliora l'accesso reciproco al mercato dei beni e dei servizi.

Inoltre, prevede l'eliminazione totale o parziale dei dazi doganali su gran parte del commercio bilaterale e aumenta la certezza del diritto sugli scambi economici, nonché la tutela della proprietà intellettuale.

L'entrata in vigore del trattato è attesa da tempo dagli ambienti economici e dal settore delle esportazioni elvetici: d'ora in poi, infatti, la Confederazione avrà un accesso agevolato al mercato cinese rispetto ai concorrenti europei.

Ma v'è anche chi denuncia la festa ufficiale odierna: per l'Associazione che si batte a favore dei popoli minacciati nell'accordo contano soltanto gli interessi economici, mentre i diritti umani sono trascurati, indica una nota odierna.

Accordo su lavoro e occupazione

Parallelamente all'accordo di libero scambio, Svizzera e Cina hanno concluso un trattato bilaterale in materia di lavoro e occupazione. Il testo è entrato in vigore il 9 giugno scorso e contribuirà allo sviluppo sostenibile, rileva ancora il DEFR.

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