La Svizzera ha firmato una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sui cosiddetti combattenti terroristi stranieri (Foreign Terrorist Fighters). Berna si è detta pronta a partecipare attivamente agli sforzi internazionali intrapresi nella prevenzione e nella lotta del fenomeno, ha comunicato ieri il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), precisando che l'intervento si giustifica visto l'urgenza della situazione

"La Svizzera interviene contro i Foreign Terrorist Fighters poiché questi ultimi aderiscono a organizzazioni di matrice terroristica e si rendono colpevoli di violazioni dei diritti dell'uomo, crimini contro l'umanità e crimini di guerra", sottolinea la nota. "Inoltre - aggiunge ancora il DFAE - la loro presenza contribuisce all'escalation e al prolungamento di conflitti armati". Vi è anche il rischio che i combattenti stranieri reduci da conflitti tornino per pianificare, finanziare ed eseguire attentati terroristici o reclutare altri combattenti, puntualizza.

La risoluzione è stata adottata all'unanimità dal Consiglio di sicurezza e] firmata da più di 100 Stati membri dell'Onu. Essa non autorizza alcun ricorso alla forza militare, ma mira a integrare la normativa internazionale in materia di lotta al terrorismo con riferimento ai cosiddetti combattenti terroristi stranieri.

Secondo dati raccolti dal Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) i "viaggiatori della jihad", partiti dalla Svizzera o che hanno avuto l'intenzione di compiere questo passo, sono in totale una quarantina.

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