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Svizzera-Francia: accordo su interpretazione doppia imposizione

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2010 - 18:36
(Keystone-ATS)

BERNA - Svizzera e Francia riprendono la procedura di ratifica della convenzione riveduta di doppia imposizione (CDI). I due Stati si sono formalmente accordati sull'interpretazione da dare all'accordo. Lo indica oggi in una nota il Dipartimento federale delle finanze (DFF), secondo cui nulla si oppone più "alla rapida approvazione da parte del Parlamento della riveduta CDI".
A margine del recente Forum economico mondiale (WEF) di Davos, il consigliere federale Hans-Rudolf Merz e il ministro del bilancio Eric Woerth avevano eliminato alcune divergenze di opinione relative alle questioni fiscali tra i due Paesi. In occasione di un colloquio telefonico avuto ieri, entrambi i ministri hanno ribadito questa intesa.
L'ultima divergenza di interpretazione riguardava in particolare le informazioni che devono essere disponibili per inoltrare una domanda di assistenza amministrativa. Su questo punto la Svizzera ha fatto una concessione: il nome della banca non dovrà essere fornito in tutti i casi, ma le autorità francesi dovranno fare in modo che l'istituto finanziario possa essere identificato, mettendo a disposizione tutti gli elementi in suo possesso.

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