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Lo scambio di informazioni bancarie tra Svizzera e Francia può riprendere.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Lo scambio di informazioni bancarie tra Svizzera e Francia può riprendere. Berna e Parigi hanno infatti raggiunto un'intesa sul tema che le opponeva, ossia la confidenzialità dei dati trasmessi all'Esagono.

Le autorità competenti dei due Paesi ritengono ora di poter proseguire in modo efficace lo scambio di informazioni su domanda per tutti i casi in sospeso e futuri, nel rispetto delle disposizioni legali applicabili, indica l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) in un comunicato diramato oggi.

Svizzera e Francia si sono accordate per risolvere alcune problematiche legate all'applicazione emerse negli ultimi mesi e hanno raggiunto soluzioni comuni. Contattata dall'ats, l'AFC non ha voluto fornire indicazioni più dettagliate sulle discussioni con Parigi, che rimangono "confidenziali".

La vertenza tra i due Paesi riguardava una domanda di assistenza formulata dalla Francia, allertata dalle autorità tedesche, relativa all'UBS. Il numero uno bancario elvetico ha spiegato all'AFC che vi era un problema di confidenzialità a livello delle informazioni chieste da Parigi.

Il problema concerneva il rispetto del principio di specialità, ossia il fatto che le informazioni possono essere utilizzate dalle competenti autorità francesi solo per gli scopi previsti nell'accordo che lega le due nazioni. Si tratta della convenzione bilaterale, basata sullo standard dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Pare invece che dei dati siano stati utilizzati nell'ambito della vertenza giudiziaria relativa a UBS Francia.

Berna aveva quindi chiesto maggiori garanzie da parte di Parigi. Dopo essere stata rivelata in Svizzera dal quotidiano romando L'Agefi, la vicenda recentemente è stata molto tematizzata dai media francesi. Secondo Le Parisien, Berna faceva resistenza nella trasmissione dell'identità di clienti francesi che detenevano circa 45'000 conti presso UBS. Le perdite per il fisco francese ammonterebbero a miliardi di euro.

SDA-ATS