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Non vi è alcun indizio del fatto che somme ingenti di denaro tedesco vengano trasferite dalla Svizzera a Singapore: lo ha detto la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf, riferendosi a quanto affermato ieri dal ministro delle finanze del Nordreno-Vestfalia, Norbert Walter-Borjans (SPD). Sempre ieri UBS, banca chiamata in causa nella vicenda, aveva negato di aver fornito aiuto in questo senso a cittadini tedeschi.

In interviste pubblicate oggi dai quotidiani svizzerotedeschi "Aargauer Zeitung" e "Südostschweiz", la ministra delle finanze sottolinea che le banche hanno l'obbligo di non effettuare trasferimenti di fondi di questo tipo per motivi fiscali. Inoltre l'accordo con la Germania è stato proprio "progettato per garantire che i fondi non vengano trasferiti ovunque, bensì tassati in Svizzera a condizioni accettabili".

Con le notizie sull'acquisto da parte delle autorità della Germania di CD contenenti dati di presunti evasori fiscali tedeschi si tenta di seminare l'insicurezza, sottolinea la presidente della Confederazione.

Con l'accordo ci sarà ben presto l'opportunità di regolare i conti con il fisco in maniera corretta. "Quando l'accordo fiscale entrerà in vigore i CD contenenti dati non avranno più alcun valore", sottolinea la Widmer-Schlumpf, precisando che gli averi tedeschi in Svizzera verranno allora considerati come regolarmente tassati.

Qualora la Germania rifiutasse l'accordo, al paese non rimarrà che la via seguita attualmente: ricorrere di volta in volta all'assistenza amministrativa per chiarire singoli casi oppure continuare con la discutibile pratica di acquistare CD rubati e affidarsi al principio della casualità per individuare casi di frode fiscale. "I tedeschi devono ora valutare bene se è ciò che vogliono".

La Svizzera non fornirà tuttavia alcuna assistenza amministrativa per chiarire casi i cui dati sono stati segnalati da CD rubati, ha aggiunto la ministra delle finanze. Valutare se una richiesta si fondi o meno su su dati rubati è possibile ma richiede molto tempo.

"Il problema dell'abuso del segreto bancario lo dobbiamo risolvere in ogni caso: non vogliamo più avere in Svizzera fondi stranieri evasi dalle tasse", ha concluso la Widmer-Schlumpf.

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SDA-ATS