La Svizzera definisce "storici" gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell'Onu.

La Confederazione, in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a New York dal 25 al 27 settembre, appoggerà in particolare quattro degli ambiziosi 17 obiettivi, quelli riguardanti sanità, parità dei sessi, acqua, pace e sicurezza.

Per il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), i complessivi 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile negli ambiti biodiversità, sanità, lotta alla povertà e alla fame nonché costituzione di società in cui regni la pace, continuano a essere considerati tradizionali aiuti allo sviluppo.

Si vuole abbandonare la logica nord-sud dell'aiuto allo sviluppo per sostenere un partenariato globale, ha detto oggi in una conferenza stampa a Berna Michael Gerber, rappresentante speciale per l'aiuto allo sviluppo sostenibile del DFAE.

Un obiettivo importante per la Svizzera è lo stato di diritto, che riporta la pace. Secondo Gerber questo obiettivo - il 16esimo - è uno dei più controversi. Un altro importante traguardo "per il 90% swiss made" è l'accesso all'acqua potabile. Per la realizzazione degli obiettivi l'aspetto finanziario è importante e, secondo Gerber, l'Onu punta in questo ambito sul settore privato quanto su quello pubblico.

L'Agenda 2030 vale per tutti gli Stati del mondo e ha obiettivi pianificati per i prossimi 15 anni. I 191 Stati si sono accordati su questa voluminosa agenda in agosto.

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