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In futuro, i frontalieri italiani dovrebbero pagare più imposte. È quanto scrive oggi la Neue Zürcher Zeitung sulla base di fonti vicine al dossier fiscale sul quale Svizzera e Italia stanno negoziando da anni. Invece di tassare i frontalieri alla fonte e riversare parte - il 38,8% - degli introiti a Roma, in futuro dovrebbe entrare in vigore lo "splitting": il Ticino tasserebbe una parte e l'Italia un'altra della base imponibile. Per il diplomatico Francesco Quattrini, delegato del Canton Ticino per i rapporti transfrontalieri, si tratta solo di "speculazioni".

L'idea dello "splitting" circola da tempo e non rappresenta una novità. Stando al quotidiano zurighese, la parte tassabile in Svizzera dovrebbe essere inferiore all'80% - soglia auspicata dal Canton Ticino -, ma superiore all'attuale 61,2%. Il giornale indica che dovrebbe aggirarsi attorno al 70%.

Grazie allo "splitting", anche l'Italia dovrebbe incassare più denaro, secondo il foglio svizzerotedesco, per il semplice motivo che le aliquote fiscali in vigore nel Belpaese sono ben più alte di quelle applicate in Svizzera.

I perdenti dell'accordo sarebbero quindi i frontalieri, che dovrebbero ritrovarsi con meno soldi in tasca, e forse anche i rispettivi comuni di domicilio, qualora Roma dovesse decidere di tenere parte degli introiti per sé.

Stando a Francesco Quattrini le informazioni riportate dalla stampa negli ultimi giorni in merito all'avvenuta conclusione dell'accordo, compresi i particolari dell'intesa sui frontalieri, sono pure speculazioni.

Già ieri, Mario Tuor, portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), aveva smentito l'avvenuta parafatura dell'accordo fiscale, che invece era stata segnalata dal presidente della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale Carlo Sommaruga (PS/GE).

Questi, il 5 di gennaio aveva scritto sul suo conto twitter che tra Roma e Berna era stata raggiunta un'intesa riguardante la revisione dell'accordo di doppia imposizione e le modalità per lo scambio automatico di informazioni, ma non riguardo al passato.

Tuor ha dichiarato all'ats che i negoziati sono a buon punto e che la SFI è fiduciosa che si giungerà alla firma di un accordo fiscale complessivo tra la Svizzera e l'Italia entro la fine di febbraio.

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SDA-ATS