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Svizzera-Italia: Bignasca (Lega), risultati o nuovo blocco ristorni

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 maggio 2012 - 17:02
(Keystone-ATS)

Risultati concreti, altrimenti a fine giugno verranno bloccati i ristorni relativi al 2011: è la minaccia espressa dal presidente della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca, che ha oggi appreso dal Teletext lo scongelamento dei 28 milioni di imposta alla fonte dei frontalieri in seguito all'avvio di un dialogo fra Roma e Berna sui temi fiscali e finanziari.

"È una prova di fiducia che io non avrei fatto, con l'Italia, ma loro l'hanno voluta fare...", afferma Bignasca in un'intervista rilasciata al portale Ticinonline. "Dal 24 maggio" - data della prima riunione del gruppo di lavoro istituito dai due paesi - "a fine giugno ci sono 40 giorni, se non succede niente ci sarà un ulteriore blocco", ha promesso il municipale di Lugano, che con il suo partito ha ottenuto la maggioranza relativa nel governo ticinese nelle elezioni di un anno fa. "Non lo faccio per il bene della Lega, ma per il bene del Ticino, perché con l'Italia bisogna fare così".

Bignasca mette le mani avanti anche riguardo a un eventuale accordo fiscale. "Bisogna parlare chiaro con Monti, che non deve pensare di venire in Ticino a portare via i soldi con una tantum del 20 o 30%, perché si sbaglia. Una tantum sarà dell'8-9%, altrimenti non porta via niente. Anche perché i clienti, di sicuro, tireranno su i soldi dalle banche e li metteranno nelle cassette di sicurezza. Le nostre banche hanno le cassette di sicurezza strapiene di soldi! Poi per quello che riguarda il 12% annualmente, è una cosa che può anche andare. Il problema da risolvere è l'una tantum iniziale."

In un comunicato ha preso posizione anche la Lega dei Ticinesi, che parla di una decisione del Consiglio di Stato presa "affrettatamente, sulla scorta di vaghe promesse, ma senza alcuna contropartita concreta". Poiché è "fin troppo prevedibile che le settimane da qui a fine giugno trascorreranno senza che si raggiunga alcun accordo soddisfacente" a fine giugno l'esecutivo cantonale "dovrà giocoforza bloccare il 100% dei ristorni". "Sarebbe estremamente grave se questo non avvenisse".

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