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Svizzera-Italia: messaggio a Roma e Berna "riprendere negoziato"

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2011 - 15:58
(Keystone-ATS)

"Un incontro estremamente positivo" e "un chiaro messaggio al Governo italiano e al ministro Tremonti" affinché tornino al tavolo dei negoziati con la Svizzera: così Franco Narducci, vicepresidente della commissione esteri della Camera italiana ha definito la riunione tenutasi oggi a Roma tra le delegazioni parlamentari svizzera e italiana sul contenzioso fiscale. Sulla stessa linea il "senatore" ticinese Filippo Lombardi (PPD), secondo cui anche Berna deve ora muoversi: "a pagare le spese della situazione è il Ticino", ha detto all'ats.

Un primo segnale della necessità di risolvere il contenzioso è venuto due giorni or sono dalla Camera italiana, che ha approvato un Ordine del giorno presentato dallo "svizzero" Narducci (è stato eletto nella circoscrizione estero), nel quale si invita "il Governo a intraprendere i necessari passi diplomatici per riallacciare il dialogo con il Governo svizzero". Il testo vincola Roma a sedersi al tavolo delle trattative con Berna, "per giungere entro il 31 marzo 2012 alla stesura di un accordo" sul modello di quello raggiunto con Berlino.

A livello parlamentare le cose hanno iniziato a muoversi, con l'incontro odierno a Palazzo Madama diretto dal presidente della Commissione Affari esteri del Senato Lamberto Dini. La Svizzera era rappresentata dai consiglieri agli Stati Filippo Lombardi e Dick Marty, mentre per l'Italia erano presenti, oltre a Narducci, il segretario della commissione Affari esteri del Senato Claudio Micheloni, pure eletto in Svizzera, e il presidente della commissione Finanze Mario Baldassari. Invitati anche gli ambasciatori dei due paesi e personalità del mondo bancario ed economico.

Raggiunto al termine della riunione, Lombardi si è detto soddisfatto: è "un importante passo avanti e testimonia il proposito di far ripartire i negoziati in materia fiscale tra Svizzera e Italia". In realtà - ha precisato il ticinese - tocca ai Governi e non ai Parlamenti decidere, ma una cosa è certa: "ora la volontà politica c'è". La soluzione è quella di procedere a "una lotta pragmatica e non ideologica all'evasione", ovvero Rubik, il modello di convenzione fiscale elaborato dalla Svizzera e già adottato da Germania e Gran Bretagna.

Il "senatore" ha inoltre affermato che l'appello al dialogo scaturito dall'incontro odierno concerne sì Roma, ma anche Berna. "Le autorità federali hanno risolto velocemente il contenzioso con la Germania" perché interessava la maggioranza germanofona; ora "si vorrebbe altrettanta sollecitudine anche verso l'Italia, perché a fare le spese della situazione attuale è il Ticino", ha detto.

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