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La pressione fiscale rimane complessivamente stabile rispetto all'anno scorso nella Confederazione.

Secondo un studio di KPMG, i cantoni della Svizzera centrale continuano ad essere i più vantaggiosi sia per le imposte sul reddito che per quelle sugli utili delle imprese.

La Confederazione rimane attrattiva per le imprese, ma dopo la bocciatura alle urne della riforma III della fiscalità delle imprese si rende necessario un nuovo pacchetto di misure che "non sarà a costo zero".

Se il Consiglio federale lascerà trascorrere troppo tempo prima di presentare una nuova proposta, i Cantoni si vedranno costretti ad "offrire nuove prospettive" alle imprese, ha dichiarato oggi Stefan Kuhn, responsabile della fiscalità delle imprese presso la società di consulenza KPMG, durante la presentazione dello "Swiss Tax Report 2017".

Lo studio mette a confronto le aliquote fiscali sui redditi dei privati e sugli utili delle imprese nei 26 cantoni della Svizzera e in 130 paesi. Per quel che riguarda le imprese, la maggioranza dei cantoni non ha modificato l'imposizione degli utili nel corso del 2016. Anche a livello europeo "non ci sono state modifiche degne di nota": uniche eccezioni sono l'Ungheria, che ha ridotto il prelievo sugli utili dal 19 al 9%, e l'Italia, dove l'aliquota è passata dal 31,4 al 24%.

Nel confronto europeo i cantoni della Svizzera centrale continuano ad essere ben piazzati. Primo fra tutti Lucerna, che con il 12,43% si piazza davanti all'Irlanda (12,50%). A livello mondiale le destinazioni "offshore tradizionali", prime fra tutte Hong Kong e Singapore, rimangono le più attrattive. La Svizzera si piazza complessivamente nel primo terzo della classifica.

Per quel che riguarda i privati cittadini, l'aliquota massima d'imposizione sul reddito non ha subito grandi variazioni negli ultimi anni: nella media svizzera è passata dal 34,85 al 33,99% fra il 2007 e il 2017.

Zugo è anche quest'anno il cantone fiscalmente più vantaggioso, con un'aliquota massima per le persone singole, senza figli e che non pagano la tassa ecclesiastica al 22,86%. Seguono Obvaldo (24,30%), Appenzello Interno (25,02%), Uri (25,35%), Nidvaldo (25,55%) e Svitto (28,21%).

Fanalini di coda sono Ginevra (44,75%), Basilea Campagna (42,17%), Vaud (41,50%) e Berna (41,27%). Il Ticino si piazza al quintultimo posto (40,72%), dietro al Giura (40,46%) e a Zurigo (39,76%). Il canton Grigioni, al decimo posto, ha un'aliquota massima al 32,40%, al di sotto quindi della media nazionale.

Nel confronto europeo, i cantoni svizzeri si piazzano nelle posizioni mediane. Fanno meglio i paesi del sud-est europeo, come Bulgaria (10%), Ungheria (15%), Lituania (15%) e Ucraina (18%), dove sono stati introdotti sistemi di "flat rate tax".

Le altre nazioni europee sono invece peggio piazzate. L'Italia (43%) supera di misura soltanto il canton Ginevra. Spagna, Gran Bretagna, Germania e Grecia sono tutte al 45% e la pressione massima sui salari sale fino al 61,85% della Svezia.

SDA-ATS

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