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Il settore turistico svizzero, colpito duramente dall'abbandono del tasso minimo di cambio franco-euro, deve puntare su qualità e innovazione per sopravvivere."Non ci sono alternative". È quanto ritiene il direttore di Svizzera turismo Jürg Schmid.

"Visto il livello dei prezzi svizzeri non possiamo puntare sul turismo di massa", ha affermato Schmid in un'intervista pubblicata oggi dai quotidiani "24 Heures" e la "Tribune de Genève". "Il nostro futuro è il turismo di qualità individuale", ha aggiunto. Osserva che alcuni albergatori cercano di proporre tariffe più basse, ma "malgrado ciò sono sempre più cari di destinazioni alpine comparabili", ha rilevato.

"Se il livello del franco non cambia, ritengo che la clientela europea passerà dal 37 al 30% entro cinque-otto anni", ha affermato. È comunque fiducioso per quanto riguarda Asia e Stati Uniti "mercati in piena crescita". Queste regioni rappresentato attualmente il 13 % dei pernottamenti e tra cinque anni dovrebbero passare al 18%. "La Svizzera è la destinazione dei sogni numero uno dei cinesi", ha aggiunto.

Ritiene che il settore turistico debba rafforzare il suo marketing. Ha quindi ribadito la richiesta di un aiuto finanziario supplementare da parte della Confederazione per il periodo 2016-2019. Svizzera turismo auspica ricevere 270 milioni di franchi. Nel suo messaggio il Consiglio federale ne propone 220,5 milioni.

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SDA-ATS