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Qualcosa si sta muovendo nei rapporti fra Svizzera e Unione europea sul fronte della cosiddetta questione istituzionale, che concerne le future modalità di adattamento delle normative elvetiche al diritto comunitario e lo spinoso tema dell'autorità giuridica chiamata a decidere in caso di divergenze.

Dopo un incontro avvenuto oggi a Bruxelles fra rappresentanti delle due parti, un portavoce dei servizi degli affari esteri dell'UE ha fatto sapere che la Commissione europea è pronta a discutere con Berna sullo scenario che prevede il ricorso alla Corte di giustizia dell'Unione europea in caso di differenze d'idee in merito agli accordi: si tratta della cosiddetta "terza via".

In primavera il segretario di stato elvetico agli affari esteri Yves Rossier aveva elaborato, assieme all'alto funzionario europeo David O'Sullivan, una rapporto contenente varie soluzioni praticabili per il futuro delle relazioni istituzionali fra Svizzera e Ue. A fine giugno il Consiglio federale si era espresso in favore della terza proposta, che sembra ora raccogliere l'interesse anche dei Ventotto.

In estrema sintesi, questo scenario prevede che le divergenze vengano analizzate dalla Corte di giustizia europea: la Confederazione avrebbe la facoltà di non accettare l'interpretazione del quadro legale deciso dai giudici, anche se questo potrebbe però poi portare a una sospensione dell'accordo bilaterale interessato dalla disputa.

Dopo le vacanze estive il consigliere federale Didier Burkhalter intende sottoporre al governo la proposta di un mandato negoziale. Verranno inoltre consultate le commissione esteri del parlamento, i cantoni e partner sociali.

Anche l'Ue - ha spiegato il portavoce - tornerà ad affrontare il tema passati i mesi più caldi. Per trattare con Berna, Bruxelles ha bisogno di un mandato da parte di ciascuno dei 28 stati membri. Se tutto dovesse filare liscio questo potrebbe avvenire entro la fine dell'anno: in tal caso le trattative con la Svizzera potrebbero cominciare all'inizio del 2014.

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SDA-ATS