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Politici tedeschi chiedono chiarezza dopo rivelazioni su Ueli Maurer

KEYSTONE/AP/VINCENT YU

(sda-ats)

Il presunto caso di spionaggio compiuto ai danni della Germania da parte di un agente svizzero sta suscitando in Germania un vespaio di polemiche, alimentate anche dalle prossime elezioni in questo Paese che si terranno in autunno.

Diversi politici tedeschi hanno condannato la vicenda chiedendo che venga fatta chiarezza, specie dopo che ieri si è appreso che il Consiglio federale era stato informato nel 2011 circa le attività di spionaggio ai danni degli ispettori del fisco del Nord-Reno Westfalia dal Consigliere federale Ueli Maurer, all'epoca capo del Dipartimento federale della difesa cui sono subordinati i servizi segreti elvetici.

Ieri, la Cancelleria federale a Berna ha informato i media che la richiesta di ottenere informazioni dai servizi segreti è partita dall'Ufficio federale di polizia (fedpol) nell'ambito di una procedura giudiziaria riguardante il furto di dati rubati di clienti tedeschi di banche svizzere acquistati dal Land Nord Reno-Westfalia. Si tratta, secondo la Cancelleria, di una procedura usuale quando non è possibile fare ricorso all'assistenza giudiziaria internazionale. Le attività di spionaggio sono terminate nel 2014.

Visti i nuovi sviluppi della vicenda, il governo di Angela Merkel ha chiesto che venga fatta chiarezza sul caso, come ha dichiarato oggi il portavoce dell'esecutivo a Berlino Steffen Seibert.

Dello stesso parere anche il ministro della giustizia Heiko Maas. A suo parere, se dovesse risultare che la Svizzera ha compiuto attività di spionaggio nei confronti di agenti del fisco tedesco - sospettati in Svizzera di spionaggio economico e violazione del segreto bancario, n.d.r - "ebbene ciò sarebbe del tutto inaccettabile", ha dichiarato al giornale "Rheinischen Post".

Il ministro di giustizia del Land Nord Reno-Westfalia, Thomas Kutschaty (SPD), ha chiesto in un'intervista allo "Spiegel" le scuse ufficiali di Berna. Se quanto finora rivelato dovesse essere vero, ossia che il servizio segreto elvetico ha spiato le autorità fiscali germaniche, "ci troveremmo di fronte ad attività di carattere criminale".

All'agenzia di stampa Dpa, Kutschaty ha dichiarato che la Svizzera non dovrebbe proteggere chi evade il fisco. A suo parere, con questa vicenda le relazioni tra i due Paesi hanno toccato il fondo. Il candidato alla Cancelleria federale per la SPD, Martin Schulz, ha preteso serie discussioni con la Svizzera.

Frattanto, il Consiglio federale ha tentato di gettare acqua sul fuoco. Sempre nella presa di posizione di ieri, la Cancelleria federale ha sottolineato che tra i due Paesi le relazioni sono molto buone, specie dopo che la Svizzera ha accettato lo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale. Insomma, il contesto è cambiato rispetto al 2011, quando la Svizzera era finita nel mirino della Germania che l'accusava di proteggere migliaia di evasori tedeschi.

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SDA-ATS