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Esperti americani in materia di terrorismo hanno chiesto a Swatch Group di poter aver accesso alle sue fabbriche. Confrontati con un rifiuto, gli USA hanno fatto pressione sul numero uno mondiale dell'orologeria. Lo rivela oggi in un'intervista al settimanale svizzerotedesco "Schweiz am Sonntag" il direttore generale Nick Hayek.

"Volevano probabilmente verificare se fosse possibile dissimulare esplosivi, veleni o qualche cosa d'altro negli orologi", ha spiegato Hayek. "Si trattava di una visita in relazione a minacce terroristiche".

Per il direttore generale di Swatch, "visto non v'erano i presupposti per discutere", la richiesta è stata chiaramente respinta. Gli americani hanno allora affermato "che potremo avere difficoltà nell'importazione". Tuttavia nulla di tutto questo si è verificato, ha tenuto a rassicurare Nick Hayek, anche perché - a suo avviso - il gigante biennese dà lavoro a migliaia di lavoratori negli USA.

Nick Hayek critica inoltre le grandi banche elvetiche, che invece hanno dato prova di un'"obbedienza prematura" nella vicenda del contenzioso fiscale con gli Stati Uniti. Nel contempo, esse sono rimaste intransigenti con i piccoli risparmiatori "in caso di perdite su collocamenti a reddito garantito".

Swatch Group ha sporto denuncia nel marzo 2011 contro UBS presso il tribunale di commercio di Zurigo. Il numero uno dell'orologeria reclama 20 milioni di franchi alla grande banca elvetica per le pesanti perdite subite sugli investimenti. Il gruppo biennese rimprovera a UBS di averlo mal consigliato e di non aver voluto risolvere il problema.

SDA-ATS