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INTERLAKEN (BE) - La Svizzera rimane fortemente esposta al pericolo di una crisi del mondo finanziario, in particolare riguardante una grande banca, e occorre quindi agire per porre rimedio alla situazione. Lo ha affermato il presidente della Banca nazionale (BNS) Philipp Hildebrand nel suo discorso al Swiss Economic Forum in corso a Interlaken (BE).
Oggi gli attivi degli istituti elvetici ammontano a sette volte il prodotto interno lordo elvetico: UBS e Credit Suisse raggiungono già da sole quattro volte il PIL, e questo nonostante il fatto che le somme di bilancio degli ultimi due anni siano regredite del 35%, ha spiegato Hildebrand.
Considerata questa esposizione estrema sarebbe irresponsabile aspettare la conclusione del processo di riforma delle regolamentazioni in atto a livello internazionale. Questo anche perché la crisi finanziaria ha mostrato in modo chiaro due aspetti centrali: in primo luogo, nonostante i mercati globali, la responsabilità di una stabilizzazione o di salvataggi spetta alle le autorità nazionali, e secondariamente la fattura di queste operazioni deve alla fine essere pagata dal contribuente locale.
La Svizzera ha così avviato alla fine del 2008 un'ambiziosa riforma per migliorare capitalizzazione e liquidità delle grandi banche. Questo non vuole però dire che vi sia disinteresse per il processo di revisione delle regole a livello sovranazionale: al contrario, la BNS si impegna intensamente nei lavori avviati dal Financial Stability Board. Anche a livello internazionale la priorità deve essere data ai temi del capitale e della liquidità, nonché al problema del "troppo grande per fallire".

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SDA-ATS