Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il presidente della Confederazione Didier Burkhalter ha aperto oggi pomeriggio al Centro congressi di Interlaken la 16esima edizione dello Swiss Economic Forum (SEF), che vede riuniti fino a domani 1350 "decisori" dell'economia, della politica e della scienza. A tenere domani il discorso di chiusura sarà l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy.

Quest'anno il tema centrale del più importante forum dell'economia svizzera è "The Big Shift - riconoscere, valutare, agire". L'espressione "big shift", "grande svolta", "grande cambiamento di direzione", è riferito soprattutto allo spostamento del potere economico dall'Occidente all'Oriente.

Nel discorso d'apertura di Burkhalter hanno dominato tuttavia il futuro degli accordi bilaterali con l'Unione europea e la crisi ucraina. Il ministro degli esteri elvetico, presidente di turno dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), ha annunciato che domani volerà di nuovo in Ucraina. Egli ha reiterato la richiesta di una liberazione immediata e senza condizioni degli osservatori dell'OSCE sequestrati nell'Est del paese.

L'Ucraina - ha rilevato Burkhalter - è un esempio di quanto in fretta possa cambiare la situazione: soltanto due anni fa il paese ex sovietico aveva organizzato con successo con la Polonia i campionati europei di calcio. L'OSCE - ha affermato il ministro - vuole aiutare il paese a ritrovare la stabilità.

La Svizzera deve anche curare i rapporti con i suoi vicini, dove negli ultimi anni si è fatta più forte la difesa degli interessi nazionali, ha detto ancora il consigliere federale. "Sarà durissima nei prossimi anni", ha avvertito, riferendosi alle conseguenze dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" accettata dal popolo elvetico.

Egli non crede tuttavia che la libera circolazione delle persone sia del tutto innegoziabile. Non si deve perdere la calma a ogni segnale negativo: "Il risultato della partita si sa alla fine, non all'inizio".

Non sembrano tuttavia essere gli accordi bilaterali al centro delle preoccupazioni dei partecipanti al SEF, sebbene l'Unione europea continui a rimanere di gran lunga il principale partner commerciale della Svizzera. In un sondaggio gli imprenditori hanno designato quale sfida principale da affrontare i mutamenti tecnologici e la forte regolamentazione in Svizzera. Gli accordi con l'Ue vengono solo al terzo posto, mentre poco dietro seguono "opportunità e pericoli" in Asia.

SDA-ATS